La volpe e l’uva

Ciao bimbi! Nonno Tritolo, dopo lo screzio con la guardia Carmine Patrasso, è in isolamento. Riflette sulle sue malefatte e, come sempre quando è in isolamento, cade vittima di voglie irresistibili, come una gravida al sesto mese. Vorrebbe dell’uva, la chiede a gran voce, ma le guardie fanno orecchie da mercante.

C’era una volta una volpe, dalla lunga coda fulva, che vagava nella campagna, bassa nell’erba alta alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Avrebbe volentieri azzannato alla gola un bel coniglietto bianco, magari un cucciolo tenero e saporito, ma in tutta la giornata non se n’era visto mezzo.

Si sarebbe accontentato di una gallina, ma il contadino montava di guardia e alla volpe non andava di aspettare la notte.

Mentre i primi morsi della fame le torcevano le budella, la volpe giunse sotto un rigoglioso pergolato carico di uva matura. Guardava gli acini turgidi e lucenti con voluttà e intanto si arrovellava per capire come arrivare a ghermirli.

Si alzò quindi sulle zampe posteriori, allungò il muso e scoprì che tutti i grappoli bassi erano alla sua portata. Mangiò tutta l’uva che riuscì ad acchiappare. Mangiò fino a scoppiare.

Il boato si sentì in tutta la campagna, fino a 10 chilometri di distanza.

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