Il grimaldello magico

Ciao bimbi! Nonno Tritolo oggi è in vena di ricordi. Da vecchi succede di abbandonarsi ai bei tempi passati. Dice che studiare è importante, che lui “non è studiato” e che per questo ha dovuto faticare tanto nella vita. Vi raccomanda di studiare, giurisprudenza o chimica se vi riesce, perché un giudice, un avvocato o un esperto di esplosivi, in famiglia fa sempre comodo.

Il grimaldello magico

C’era una volta un ragazzo che non amava andare a scuola. Riteneva di sapere già tutto quello che c’era da sapere e di imparare la Storia di Carlo Magno o le radici quadrate non ne aveva voglia. “A cosa mai mi può servire una radice quadrata nella vita?”.

Fu così che, finita con gran fatica la scuola dell’obbligo, si mise subito alla ricerca di un lavoro. Non perché avesse voglia di lavorare, ma perché una delle cose che aveva capito da solo era che senza soldi da spendere, in questa società, non si era nessuno. E lui voleva essere qualcuno, non nessuno.

Ben presto si stancò di spedire il curriculum, che molta fatica gli era costata a scriverlo, perché pensava che in fondo non servisse a nulla. Al negozio di ferramenta, nella farmacia del paese e perfino nella fattoria del Giancarlo, non avevano degnato quel foglio nemmeno di uno sguardo. Si risolse quindi di andare ai colloqui senza l’inutile pezzo di carta.

“Cosa sai fare?” era la domanda che lo metteva più in crisi. Lui non sapeva fare nulla, o almeno così credette fino all’incontro che gli cambiò la vita. “Passami quel ferro” fu quello che gli disse Il Dentone. Il Dentone era lo scassinatore più abile della città, apriva case, auto e casseforti con una facilità disarmante. Fu lui a dargli fiducia e ad insegnargli un mestiere.

Il ragazzo seguiva passo passo Il Dentone in tutte le sue imprese e apprese poco a poco i segreti dell’arte dello scassinare. Scoprì che c’era una sola serratura in grado di fermare il suo Maestro: quella della cassaforte nascosta dentro l’armadio di Don PierGiovanni, il parroco. Ci aveva provato già due volte, ma quella maledetta non ne voleva sapere di aprirsi.

Il ragazzo si applicò, chiuso in officina per una settimana, a capire quale potesse essere la soluzione, e alla fine la trovò: limando, tagliando e rettificando il ferro da 12 del suo Maestro, il ragazzo realizzò uno strumento adatto: il “grimaldello magico”. Curiosamente aveva la forma di una radice quadrata.

Quando finalmente riuscirono a derubare il prete di tutti i suoi risparmi, e di un paio di catenine d’oro di grande valore affettivo, ma di modesto valore economico presso i ricettatori di zona, Il Dentone guardò il ragazzo in modo diverso. Gli strinse la mano e lo chiamò “collega”.

Il grimaldello magico è oggi usato dalla maggior parte degli scassinatori di tutto il mondo e Il Ragazzo, questo fu il nome d’arte che scelse il suo inventore, è considerato da tutti il Santo protettore della categoria.

Con i soldi del colpo Il Ragazzo si iscrisse alla scuola serale per geometri, conseguì il diploma e aprì uno studio. Entrare nelle case della gente in qualità di geometra era un ottimo cavallo di Troia per conoscere l’ubicazione della cassaforte.

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