Il fagiolo magico

Ciao bimbi! A Nonno Tritolo hanno cambiato vicino di cella. Quello che c’era prima è stato trasferito a Verona perché ha accoltellato un tizio per futili motivi. Il nuovo vicino di cella ha qualcosa di speciale nell’intestino, perché scorreggia di continuo, indipendentemente da cosa mangi. Questa sera a mensa c’era tonno e fagioli, chissà che concerto stanotte!

Il fagiolo magico

C’era una volta un adolescente brufoloso, in piena fase oppositiva nei confronti dei genitori e intensamente coinvolto dalla scoperta della propria sessualità.

Questo giovane onanista aveva la mamma malata e con un ISEE talmente basso che i servizi sociali non si limitavano a seguire la loro famiglia: la pedinavano proprio.

“Vai al mercato e vendi la vacca” disse la mamma a PierAlberto “affinché io possa accedere alla sanità privata e illudermi che ci sia ancora una speranza”

PierAlberto prese la vacca e la vendette al mercato. Quando ritornò e mostrò alla madre il sacchetto di fagioli che aveva avuto in cambio del bovino, la madre rimase senza parole.

Poi ritrovò le parole e fu un fiume di bestemmie.

“Non temere madre!” la rassicurò PierAlberto “Sono fagioli magici!”. La povera donna scuoteva la testa: “Quando fai così, mi convinco di averti partorito dal culo”. PierAlberto, che non era una cima, prese quella dichiarazione come un complimento e se ne andò in bagno a coltivare il suo hobby.

Quando venne sera la povera donna, ormai rassegnata a morire nell’indifferenza di un mondo cinico e borghese, mise in tavola una saporita pasta e fagioli. Il marito, che stanco morto era tornato dal lavoro, stupito di tanta abbondanza chiese di dove ne arrivassero tali fagioli. Quando la moglie glielo spiegò si dichiarò convinto che il figlio fosse stato da lei partorito dal culo.

Consumata che ebbero la cena si coricarono e dormirono un sonno tranquillo. Al mattino la grande sorpresa: non era successo un cazzo. Erano ancora poveri, la mamma era ancora malata e il figlio irrimediabilmente ingenuo. Accettarono il loro triste destino con un’alzata di spalle, il papà andò al lavoro. La vita era una merda e dopotutto, almeno questa, era una certezza.

7 commenti

  1. Mi chiedo com’è possibile che una persona di tale sensibilità sia in carcere, sicuramente si tratta di un errore giudiziario. Ma in attesa di giustizia, il nonnino potrebbe raccogliere le sue fiabe in un volume dal titolo “41 favole più una bis”.

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