La roba di Giuda

In quel tempo Giorgio venne fermato dalla Guardia di Finanza, per un controllo di routine, sulla provinciale Gerusalemme-Bizzarone.

Vista la paletta, mise la freccia, accostò e spense il motore. Quindi tirò giù il finestrino sorridendo: il suo cuore era puro e nulla temeva dalle Forze dell’Ordine.

“Patente e libretto” gli chiese sbrigativamente il finanziere.

Giorgio prese il portafogli, estrasse il documento e glielo passò, quindi si chinò verso il lato passeggero per prendere il libretto di circolazione. Giorgio non fece caso a cosa altro contenesse il vano porta oggetti: porse al militare il libretto e pensò ad altro.

“E quella cos’è?” chiese quello, indicando i sacchetti di polvere bianca che tracimavano dal cassetto.

“Non ne ho idea” disse tranquillo Giorgio “Deve essere roba del mio amico Giuda al quale stamattina ho prestato la macchina. Adesso lo chiamo e glielo chiedo.”

Giorgio telefonò, ma dopo aver pronunciato le parole “Guardia di Finanza” la linea cadde e non ci fu più alcun modo di riattivare la comunicazione.

“Probabilmente Giuda ha il telefono scarico” disse ai finanzieri che lo ammanettavano e lo portavano via.

E’ Parola di Giorgio.

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