L’amaro calice

In quel tempo Giorgio, pieno di ricevute fiscali si allontanò dai suoi Apostrofi e si recò nel deserto, per quaranta giorni. Non mangiò nulla in quei giorni e, quando furono terminati, ebbe fame.

Purtroppo l’appuntamento con il CAF incombeva e Giorgio, a malincuore, rimandò la colazione a dopo la dichiarazione dei redditi.

Sebbene il suo cuore contributivo fosse puro, Giorgio si sentiva inquieto. Un incubo ad occhi aperti lo perseguitava: la folla lo inchiodava su di una croce di legno dopo avergli messo in capo una corona di graffette di alluminio. Sulla croce campeggiava la scritta: IRPEF.

Arrivato a destinazione in perfetto orario si sedette col suo numerino, in attesa della Chiamata. Un coro angelico su note di arpa lo avvisò quindi che era la sua ora.

Giorgio varcò la soglia e bevve l’amaro calice pensando: “Dai, almeno per quest’anno non ho altro da pagare”.

Arrivato a casa, trovò gli Apostrofi con espressione corrucciata. Giuda aveva in mano una busta: “E’ arrivata questa per te” e gliela porse.

Era una raccomandata dell’Agenzia delle Entrate.

E’ parola di Giorgio.

5 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...