Il cane claudicante

Ciao bimbi! Nonno Tritolo c’è una cosa che proprio non riesce a sopportare: la Polizia. La Polizia e gli avvocati difensori. Due cose: Polizia e avvocati difensori. E i giudici. A Nonno Tritolo ci sono tre cose che proprio gli stanno sullo stomaco: Polizia, avvocati difensori e Giudici. E la peperonata. Quella proprio non la digerisce. Ok, a ben vedere, a Nonno Tritolo sta sulle balle mezzo mondo. In particolare il politically correct.

Il cane claudicante

C’era una volta un cane zoppo che si aggirava per il paese. I bambini, ma solo per divertimento, gli tiravano le sassate per vederlo scappare con la sua ridicola andatura. Era molto divertente, anche se per il cane zoppo lo era molto meno.

Un giorno Suor Vladimira, vedendo i bambini lanciare i sassi al cane, intervenne dicendo loro: “Ragazzi, vi sembra una bella cosa quella che state facendo?”

“Certo sorella!” disse Mambroni Ferdinando “Provi anche lei” e le porse un sasso. In effetti, constatò la suora, era veramente uno spasso: ad ogni sassata il cane zoppo scappava ciondolando in un modo eccezionalmente buffo.

Erano bei tempi quelli, in cui i bimbi potevano divertirsi senza che la Protezione Animali arrivasse a rovinare tutto.

D’altro canto i bambini si stancano in fretta: presto smisero di molestare il cane claudicante e si diedero ad altri giochi. Suor Vladimira invece vi rimase invischiata a tal punto da affezionarsi all’animale.

La perseveranza con cui la bestia, malgrado i sassi, tornava a farsi bersagliare dalla monaca, convinse quest’ultima che il cane l’amava.

Un giorno ella lo portò in Comune e gli fece fare la carta d’identità. Siccome l’impiegato dell’anagrafe era mezzo sordo e mezzo filosofo, al posto di Claudicante, scrisse Claudio Kant.

Dopo di che non rimase altro che attendere i lunghi tempi della desuorizzazione: quando Suor Vladimira tornò ad essere nuovamente Cecilia Clorofilli, i due amanti convolarono a nozze in un tiepido pomeriggio di Aprile.

Morirono, come muoiono tutti, in ordine sparso. Ma fino a un attimo prima, dice chi c’era, erano vivi.

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