La iena prudente

Ciao bimbi! Nonno Tritolo sta molto meglio. Le notizie che arrivano dall’Ucraina, con tutte quelle esplosioni, gli fanno ricordare i bei tempi e lo mettono di buon umore. Darebbe un braccio per poter ancora far saltare in aria qualcosa (non qualcuno, anche se qualche volta può capitare che un incauto passante si faccia male). A tenerlo coi piedi per terra è il rancio schifoso che gli danno in questi giorni: dice che sa di carogna.

La iena prudente

C’era una volta, sotto il sole cocente della Savana, una iena prudente.

Ora, cari bambini, voi mi direte: “Le iene sono tutte prudenti!”

Giusto! Ma questa era una iena estremamente prudente: attraversava solo sulle strisce, non saliva in ascensore assieme agli ippopotami, aspettava rigorosamente tre ore per fare il bagno nel lago dopo pranzo e non mangiava mai caramelle dopo essersi lavata i denti.

Un bel giorno, la iena prudente scorse in lontananza una bella carcassa di gnu. Gli avvoltoi erano già intenti a spolparla e non c’era traccia di grossi felini nei dintorni. Con prudenza si avvicinò e con altrettanta fermezza allontanò gli uccellacci per farsi spazio e dare il primo morso.

La carne era frollata a dovere e l’odore era nauseabondo: una vera delizia per la iena.

Improvvisamente, poco distante da lei, scorse un grosso serpente mamba nero, lungo più di tre metri, che restava immobile a fissarla.

Era quello il serpente più velenoso della Savana, con un morso uccideva all’istante. Cosa doveva fare? Si chiedeva la iena. Scappare sperando di non essere morsa? Rimanere immobile aspettando la prossima mossa del serpente? Di certo era fuori discussione, data la sua grande prudenza, il continuare a mangiare noncurante del pericolo.

Scelse l’immobilità. Immobile la iena, immobile il serpente. Sotto il sole che seccava i radi ciuffi d’erba. Dopo un’ora il serpente era ancora lì, Dopo sei ore anche, così come al tramonto e durante la notte.

La fame spingeva la iena a mangiare, ma la prudenza la teneva ferma. Il serpente, sebbene immobile, poteva partire di scatto in qualsiasi momento.

Passarono tre lunghi giorni in questo stallo, fino a quando la iena, stremata, morì col muso nella carcassa di gnu.

Tornarono gli avvoltoi, che presero a mangiare lo gnu e la iena. E pure il serpente, che era morto da giorni, dopo essersi morso la lingua per lo spavento di aver visto la iena.

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