5 cose che ancora non sai sull’Alchimia

Come sapete bene, cari lettrici e lettori di questa rubrica, imitare la cialtroneria, a me che nel lavoro mi devo appoggiare a fatti e numeri concreti, è fonte di gran divertimento. A quanto pare lo stesso vale per voi, giacché continuate con le vostre stupefacenti proposte. Il nostro caro Tony Pastel  oggi ci chiede di parlare di un tema che i più associano proprio alla cialtroneria: il tema perfetto direi. Ecco perché oggi parleremo delle 5 cose che ancora non sai sull’Alchimia.

1) L’etimologia della parola “Alchimia” ci dice che deriva dall’arabo al-kīmiyā’. Come potete vedere contiene già la radice della parola Chimica, della quale l’Alchimia si può considerare bisnonna, ed è preceduta dalla particella “Al” abbreviazione araba dell’espressione “Alberto Angela ci farebbe molto comodo, ma sfortunatamente nascerà tra circa duemila anni”. Segno che, già dalle origini, gli alchimisti erano in grado di prevedere il futuro.

2) Cosa è l’Alchimia? Se ne possono dare differenti definizioni. Lo scopo di questo coacervo di filosofia e proto-scienza era duplice: trovare il metodo per trasformare i metalli in oro e ottenere l’immortalità. Dal primo scopo è nata la Chimica (studiare la Materia e capirne le trasformazioni) dal secondo la Medicina (capire il funzionamento del corpo umano e allungarne la vita). Gli alchimisti scrivevano usando termini ermetici e alfabeti incomprensibili: le vestigia di tale oscura scrittura si trova ancora oggi nelle ricette dei medicinali. Solo i farmacisti, eredi moderni degli alchimisti, sono in grado di decifrarne il significato.

3) La Pietra Filosofale. Quale che fosse l’obbiettivo finale, l’alchimista doveva ottenere un oggetto magico: la ben nota Pietra Filosofale. Solo essa era in grado di fornire il risultato. Di che materiale era composta? Non si sa. Gli storici sono però concordi su di un fatto: la pietra filosofale era con tutta probabilità di pochi centimetri di diametro, piatta e sottile. Chi l’ha trovata, l’ha verosimilmente lanciata sul pelo dell’acqua, per vedere quanti rimbalzi faceva, perdendola per sempre sul fondo del mare o di un lago.

4) E’ tutto oro quello che luccica? No.

5) Anversa, 12 Maggio 1342 il mercante di diamanti Johan Van De Korp riceve, in pagamento per una gemma di esiguo valore, un antico volume, scritto in un alfabeto incomprensibile, simile a quello usato dagli alchimisti. Johan passò il resto della vita a cercare di tradurre il significato di quel documento, ma non ci riuscì. Per secoli gli eredi cercarono di risolvere il mistero invano, alla fine si arresero e, nel 1999, regalarono il libro alla biblioteca di Anversa. Fu qui che gli archeoglottologi dell’università di Baghdad (Iraq) lo trovarono e lo portarono in patria per studiarlo. Ad oggi l’indagine è ancora in corso e solo due pagine sono state decifrate: contengono la ricetta della focaccia al formaggio di Recco.

Grazie ai vostri spunti questa rubrica è tra le più lette su questo blog. E’ il segno di quanta fame di Conoscenza ci sia in circolo in questo nostro mini-mondo. Siccome noi non ci fermiamo, una nuova puntata è già in fermentazione. Infatti, grazie a Alessandro Gianesini, la settimana prossima entreremo in un altro ambito ricco di suggestione: parleremo infatti delle 5 cose che ancora non sai sulle tre scimmiette.

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