Fosforo – Il sistema periodico

“…aveva proprio detto “Hotel Suisse”, e non “Albergo Svizzera” come avrebbe dovuto fare un cittadino ligio: a quel tempo, che era quello di Starace, a simili piccolezze si stava molto attenti, e gli orecchi erano esercitati a cogliere certe sfumature.

Nella hall (scusate: nel vestibolo) dell’Hotel Suisse, anacronistica oasi di velluti, penombre e tendaggi, mi attendeva il Dottor Martini, che era prevalentemente Commendatore, come avevo appreso poco prima dal portiere. Era un uomo tarchiato sulla sessantina, di statura media, abbronzato, quasi calvo: il suo viso aveva tratti pesanti, ma gli occhi erano piccoli ed astuti, e la bocca, un po’ torta a sinistra come in una smorfia di disprezzo, era sottile come un taglio. Anche questo Commendatore si rivelò alle prime battute un tipo sbrigativo: e compresi allora che questa curiosa fretta di molti italiani “ariani” nei confronti degli ebrei non era casuale. Fosse intuizione o calcolo, rispondeva ad uno scopo: con un ebreo, in tempo di Difesa della Razza, si poteva essere cortesi, si poteva magari aiutarlo, e perfino vantarsi (cautamente) di averlo aiutato, ma era consigliabile non intrattenere con lui rapporti umani, non compromettersi a fondo, in modo da non essere poi costretti a mostrare comprensione o compassione.

Il Commendatore mi fece poche domande, rispose evasivamente alle mie molte, e si dimostrò uomo concreto su due punti fondamentali. Lo stipendio iniziale che mi proponeva ammontava ad una cifra che io non avrei mai osato chiedere, e che mi lasciò attonito; la sua industria era svizzera, anzi, lui stesso era svizzero (lui pronunciava “svissero”), quindi per la mia eventuale assunzione non c’erano difficoltà. Trovai strano, anzi, francamente comico il suo svizzerismo espresso con un così virulento accento milanese; trovai invece giustificabili le sue molte reticenze.”

Ah il sacro fuoco della Scoperta! Capita a tutti quel periodo della vita in cui è quasi tutto lì davanti il Futuro.

E’ quello il momento in cui ti convinci di poter arrivare a qualsiasi traguardo, di essere invincibile e immortale.

Per fortuna la Vita non gioca a nascondino e cerca di fartelo capire subito che è un miraggio: che a certi traguardi non ti sarà concesso di arrivare. Non da altri: dai tuoi limiti.

Ai più svegli l’epifania arriva in fretta, regalando una vita consapevole e quindi relativamente migliore, in giovane età.

Ai più lenti pensa una qualche Cassandra che sottolinei che certi sforzi sono vani e consigli qua e là di lasciar perdere. Puntualmente non ascoltata la sua voce tornerà qualche anno dopo, con l’amaro retrogusto del tempo sprecato.

Ai veramente sfortunati la voce urlante della profetessa non arriverà nemmeno alle orecchie. Saranno troppo impegnati a correre per agguantare la carota del momento. Ci vorrà il muro, quello che prima o poi arriva, per svegliare i più illusi.

E’ un libro immenso, questo di cui parlo da qualche settimana, nel quale ogni racconto è un libro intero. E’ per questo che me lo trascino dietro, in queste pagine: per salutarlo il più tardi possibile.

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