Nichel – Il sistema periodico

Avevo in un cassetto una pergamena miniata, con su scritto in eleganti caratteri che a Primo Levi, di razza ebraica, veniva conferita la laurea in Chimica con 110 e lode: era dunque un documento ancipite, mezzo gloria e mezzo scherno, mezzo assoluzione e mezzo condanna. Stava in quel cassetto dal luglio 1941, ed era finito novembre; il mondo precipitava alla catastrofe, ed intorno a me non capitava nulla. I tedeschi erano dilagati in Polonia, in Norvegia, in Olanda, in Francia, in Jugoslavia, e penetravano nelle pianure russe come una lama nel burro; gli Stati Uniti non si muovevano in aiuto degli inglesi, che erano rimasti soli. Io non trovavo lavoro, e mi estenuavo nella ricerca di una qualsiasi occupazione retribuita; nella camera accanto mio padre, prostrato da un tumore, viveva i suoi ultimi mesi.

Quando cercai lavoro, internet non era che agli albori e in questo non era utile: partii quindi dalla Guida Monaci (era una specie di enorme elenco del telefono contenente i dati di quasi tutte le aziende italiane). Scrissi 500 lettere a 500 aziende del mio settore merceologico (che, avendo fatto la tesi in quell’ambito, spaziava dalla cellulosa ai polimeri sintetici). Mi autocandidai sfacciatamente, sperando in una botta di culo. Leccai 500 francobolli e 500 buste da lettera e attesi.

Mi risposero solo in tre, con altrettante tre lettere di “no grazie”. Molto gentile, la ricordo con affetto, quella del Colorificio Giampaolo di Campobasso.

Nel mentre rispondevo a qualche annuncio, il venerdì mi pare, sul Corriere della Sera. Feci due colloqui. Nel primo andai benissimo, ma fui fantozziano nell’ultimo step in inglese. Nel secondo arrivai fino in fondo. Non avrei fatto il chimico, ma avrei avuto un lavoro.

Ogni tanto il pensiero mi casca al futuro dei nostri giovani. Soprattutto di tre giovani in particolare: i miei figli. E’ un pensiero cupo perché, se paragono la ricerca di un lavoro “ai miei tempi” con adesso, mi sembra tutto dannatamente complicato. Poi mi passa.

Perché in fondo io ho dato loro la vita, non mi sembra poco. Se la caveranno, in un modo o nell’altro. Se la cavano tutti, se i genitori si ricordano di farsi da parte.

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