Piano B

Me lo sentivo che, prima o poi, sarebbe successo, che mi sarebbe servito un Piano B.

Sono un uomo di larghe vedute, so come vanno le cose, ma in tutta onestà speravo che accadesse tra massimo venti, venticinque anni.

E invece no. Accade adesso, poco dopo che tu, figlia mia, hai compiuto i quindici anni.

Certo è un bel diciassettenne, alto, prestante, anche lui ha lo stesso problema che hai tu con i jeans, rotti sulle ginocchia. Colpa mia che ti ho lasciato andare a quella festa di Natale in discoteca, organizzata dalle scuole. E ora ti piace e vorresti vederlo.

So che adesso ti sembrerà un po’ eccessivo, ma vedrai che, con il passare degli anni, inizierai a trovare la tua nuova sistemazione molto confortevole. Certo, ti mancheranno il cellulare, i social e internet, ma potrai scrivergli una lettera, anche una volta a semestre se vorrai, che penserò io a recapitargli.

Se avrai voglia di sgranchirti le gambe potrai fare su e giù per gli ottomila gradini della torre, che papà tuo ti ha fatto costruire, e potrai guardare il bellissimo panorama che si vede di lassù, sognando il momento giusto in cui sarà il momento di uscire, ovvero al compimento dei tuoi trent’anni.

Cosa? Anche io ho avuto diciassette anni? Ma certo! E’ per questo che ho ingoiato la chiave!

17 commenti

  1. Se tutto va bene tra 15 anni sarà finita la pandemia e potremo uscire tutti, anche se sarà avvantaggiato chi non deve scendere 8000 gradini. Però io ci farei un pensiero a restare lì dove gli oceani innalzatisi potrebbero non arrivare.

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