5 cose che ancora non sai sul calzino rosso

Tra i numerosi estimatori di questa rubrica certamente si deve annoverare endorsum che molti spunti ci ha fornito. Spunti mai banali e sfidanti per chi deve poi approfondire l’argomento in polverose biblioteche di provincia o negli archivi segreti del deep web. Anche oggi, non smentendo la sua vocazione, ci propone di parlare delle 5 cose che ancora non sai sul calzino rosso. Procediamo senza indugio.

1) Uno tira l’altro. Non tutti sanno che il primo calzino è nato single. Fu infatti alla corte di Re Maurizio III di Bregonia, detto Il SenzaPiede, che nacque il primo indumento per piede. Siccome la casata di Bregonia aveva da sempre il rosso nel vessillo (sormontato da un Paguro Bernardo in armatura) il colore del primo calzino fu inevitabilmente il rosso. Quando il regno del SenzaPiede finì, travolto dalla rivolta dei panettieri nel 1109, il potere fu preso da un manipolo di calzolai che elesse John Mc Haltz come nuovo re. La prima decisione del sovrano fu l’abolizione della “Legge del calzino sinistro” che impediva la produzione di calzini destri. “Più calzini per tutti!” fu il nuovo motto del Regno.

2) I calzini della strega. Correva l’Anno del Signore 1491 nella Contea del Clorex. Una giovane contadina arrotondava i magri introiti di famiglia lavando e smacchiando gli indumenti del Conte e dei suoi dignitari. Era nota la sua abilità nell’eliminare ogni tipo di macchia e nel rendere il bianco più bianco. Usava a questi scopi degli intrugli di sua personale realizzazione. Il suo nome era Gina Kande. Un brutto giorno il Conte di Clorex si accorse che i suoi rossi calzini da parata erano incredibilmente tornati bianchi dalla lavandaia e le scatenò contro la Santa Inquisizione: fu condannata al rogo. Quattro secoli più tardi fu la scienza a riabilitare la povera Gina, dando il suo nome alla soluzione di ipoclorito di sodio che la povera giovane aveva inconsapevolmente scoperto.

3) Il comunismo nasce dal basso. Vi siete mai chiesti come mai la bandiera rossa è il simbolo del comunismo? Pensate che ci sia un profondo significato simbolico (rosso=sangue=lotta)? Niente di tutto questo: la realtà è più semplice di quanto si pensi. Londra, 20 Febbraio 1848, Marx e Engels si scolano l’ultima birra della sera, prima di dare il “visto si stampi” al Manifesto del Partito Comunista. Sono allegrotti per il lavoro finito e per il tasso alcolico. Parlano di calcio, donne, pittura e, ad un certo punto, si intignano a voler trovare il colore giusto per la bandiera del partito. Engels propende per il celeste, Marx sbatte i pugni perché vuole il rosa fenicottero. La cameriera della locanda li mette a tacere, facendo loro notare che indossano lo stesso colore di calzini: rosso.

4) Da dove viene il rosso usato per tingere i calzini rossi? La ricetta è sempre la stessa da centinaia di anni ed è semplicissima! Si lascia in ammollo il calzino in un infuso bollente di Barbabietola, per almeno due ore, dopo di che lo si strizza e, ancora umido, lo si immerge in una soluzione fissante. Il colore attecchirà in pochi minuti e sarà brillante per sempre. Per realizzare la soluzione fissante basta sciogliere in un bicchiere d’acqua: un cucchiaio da minestra di sale da cucina, una tazzina da caffè di aceto bianco e 25 milligrammi di Plutonio 239. Se non avete il Plutonio potete sostituirlo con un seme di carrubo candito: il colore ne perderà un pochino in vivacità, ma ne guadagnerà in sapore.

5) La fine del Mondo. Se non avete studiato teologia sicuramente non sapete che il testo dell’Apocalisse di Giovanni è stato corretto più volte, nel corso della storia, al fine di proteggere gli interessi di questo o quel Potente. Nella versione originale del libro 11° si leggeva: “E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi, su ciascuna testa un titolo blasfemo e su ogni zampa un calzino rosso.” L’ultima “correzione” risale al 1734: l’erede al trono di Westfania, il Principe Alfredo Piergiuseppe II, portava proprio i calzini rossi, amava navigare ed era noto per la disinvoltura con cui sua moglie passava in rassegna l’esercito. Vistosi così precisamente (e negativamente) raffigurato nelle Scritture, donò segretamente alla Santa Sede i fondi necessari per completare la Basilica di San Giovanni in Laterano di Roma, in cambio dello stralcio delle ultime 7 parole dalla frase incriminata.

E anche questa volta ne sappiamo un po’ di più. Mercoledì prossimo sarà il turno di eleonorabergonti e delle 5 cose che ancora non sai sul divorzio.

E voi? Avete un argomento di cui volete scoprire nuovi entusiasmanti segreti?

Scrivetelo nei commenti! Ciao!

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