Il Natale di Giorgio

In quei giorni un DPCM urgente ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe e Maria, dalla Galilea salivano nella Capitale, ancora insieme nonostante il fresco divorzio. Mario, il padre naturale del nascituro, si era dato alla macchia e Giuseppe non se la sentiva di abbandonare Maria in mezzo a una strada.

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito Giorgio, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché Giuseppe aveva prenotato all’ultimo momento e aveva trovato solamente una pensioncina a una stalla.

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un tecnico delle luci, finito il turno di notte, si presentò a loro e li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande timore, ma il tecnico disse loro: “Non temete: vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi è nato un Salvatore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.

I pastori camminarono tutta la notte, arrivarono alla stalla e, indicando il piccolo Giorgio, chiesero a Maria: “Salvatore?”

No, rispose ella: “Giorgio”.

I pastori, contrariati, se ne andarono.

E’ Parola di Giorgio.

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