La Bella e la Brescia

Ciao bimbi! Nonno Tritolo ha nostalgia di casa, che non vede da quando la cosiddetta “Giustizia” lo ha privato della libertà. Bei tempi quelli in cui girava in centro e tutti lo rispettavano e lo riverivano. Nei ristoranti mangiava gratis perché l’ultima pizzeria in cui gli avevano chiesto il conto era esplosa il giorno dopo. A quei tempi frequentava una ragazza, con un marcato accento del nord: per ricordarla, ci racconta questa favola.

La Bella e la Brescia

C’era una volta una giovane gentile, cordiale e di bell’aspetto, figlia di un brav’uomo con un pessimo senso degli affari.

Un brutto giorno il padre la chiamò a sé e le disse con molta onestà: “Sono ad un passo dal dichiarare bancarotta, ma per fortuna ho l’asso nella manica: sei tu, figlia mia!”

La giovane prese quella frase per un complimento, ma in realtà il genitore aveva in mente un matrimonio di interesse.

Bella, questo era il suo nome, convolò a nozze con un principe, che un incantesimo aveva reso bergamasco. Il fatto in sé era piuttosto grave, poiché il castello dove abitava si trovava in centro a Brescia e così il povero principe si trovava costretto a non uscire mai di casa, per evitare litigi con i locali.

Bella tutto sommato a Brescia si trovava bene, anche se doveva giocoforza tacere di essere la moglie del “bergamasco”. In breve imparò perfino i rudimenti della lingua: andava in giro con la benna, la sera tornava a baita, usava fes con disinvoltura e pota nei momenti strategici. Era ben voluta da tutti. Si era guadagnata il soprannome di Rondinella.

Come tutti sapete, quando una strega, sociopatica e sadica, rifila un incantesimo a qualcuno, ci infila sempre la solita clausola del cazzo che rende pressoché impossibile scioglierlo. In questo caso l’incantesimo si sarebbe sciolto solo se il principe avesse baciato, con un bacio di vero amore, un carpentiere slovacco in cima al Vesuvio, alle 23:45 di una notte di luna piena.

Bella provò a spiegare a tutti i carpentieri slovacchi che incontrava tutto l’ambaradan, ma nessuno di loro riuscì mai a innamorarsi del principe.

Bella allora aspettò che il principe morisse, perché era contro il divorzio, e quando finalmente quello morì, ereditò una fortuna e visse felice e contenta.

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