Il matrimonio di Cenerentola

Ciao bimbi! A Nonno Tritolo non piace la neve: il riscaldamento della sua cella non funziona da quando Aziz, il suo compagno di cella, ha divelto il calorifero per poi lanciarlo contro le sbarre. Nonno guarda i fiocchi cadere: ogni fiocco è una bestemmia. Per fortuna che ci siete voi, i suoi cari nipotini virtuali, che lo consolate con la vostra voglia di ascoltare una nuova favola della buona notte.

Il matrimonio di Cenerentola

C’era una volta un principesco matrimonio da organizzare. Cenerentola, la promessa sposa, era emozionatissima, ma anche un po’ agitata, poiché il Principe sembrava disinteressarsi della cosa. “Questi sono dettagli mia cara, occupatene tu, io ho un Regno a cui badare.” le diceva quando gli manifestava il disperato bisogno di un supporto, se non fattivo, almeno morale.

Cenerentola si confidava con la Regina, che l’aveva presa in simpatia, ed ella la rincuorava e la metteva in guardia dicendole: “Mio figlio è una testa di cazzo, secondo me lo dovresti mandare a cagare.” Ma Cenerentola si sentiva innamorata e così, per distrarsi dai cattivi pensieri, si concentrò sulle rappresaglie.

Si recò quindi nelle segrete del castello, ove erano in catene la matrigna cattiva e le due sorellastre, facendosi scortare dai topini fatati che, per l’occasione, si erano trasformati in una banda di energumeni violenti e assetati di sangue. Alla matrigna tagliò personalmente la lingua e cavò gli occhi, dando il tutto in pasto ai cani. Alle sorellastre fece mangiare le gambe, fino alle ginocchia, dai coccodrilli del fossato. Quindi dispose che tutte e tre fossero abbandonate nella foresta, in balia delle intemperie, affinché espiassero i loro peccati.

Al suo ritorno si accorse che la porta dell’ufficio del Principe era socchiusa. Sbirciando dentro vide il suo fidanzato intrattenere rapporti amorosi con alcune allegre donzelle.

Cenerentola aveva sopportato molto in passato, ma questa volta decise che la misura era colma. Uscì dal castello, comperò quattromila bomboniere a forma di Luigi XVI sulla ghigliottina e le distribuì al popolo, invitando tutti al matrimonio mediante la distribuzione di partecipazioni di nozze dalla chiara matrice leninista.

Il gran giorno arrivò e la folla insorse contro i nobili, guidata dal Comandante Che Nerentola.

Su ordine della Che, venne giustiziato il Principe Azzurro, mentre Re e Regina vennero mandati in esilio. Al posto del Regno venne fondata una Repubblica Socialista basata sulla dittatura del Proletariato, che prosperò in pace nei secoli dei secoli.

Amen.

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