Il papà del Brutto Anatroccolo

Ciao bimbi! Nonno Tritolo odia la pioggia: la finestra della sua cella ha la chiusura difettosa, a causa di ripetuti tentativi di effrazione, e quando piove filtra un sacco di umidità. Così, proprio in giorni come questi, Nonno Tritolo si chiude in un totale silenzio, rotto solo da qualche parolaccia, che non è il caso che giunga ai vostri innocenti padiglioni auricolari. Per fortuna ci siete voi ad alleggerirgli l’animo. Ecco quindi la favola di oggi.

Il papà del Brutto Anatroccolo

Subito dopo il lieto fine, quando lo splendido cigno planava sullo stagno e subito risaliva, insultando quegli infami dei suoi fratelli, al papà del Brutto Anatroccolo venne un terribile sospetto.

“Anatra io, anatra mia moglie, anatroccoli i miei figli, tranne un cigno…” il povero animale provò a bere molto più alcol del solito, per vedere se gli riusciva di non affrontare il problema, ma niente gli toglieva quel tarlo dalla testa.

Divenne distratto e di cattivo umore, soprattutto al bar, dove i clienti abbassavano di colpo la voce, non appena faceva il suo ingresso, segno che stavano sparlando proprio di lui.

Iniziò ad attaccar briga, soprattutto con i cigni, e finì un paio di volte al Pronto Soccorso Veterinario per le botte rimediate.

Quando si specchiava nell’acqua grigia dello stagno, si vedeva con due enormi corna da cervo, decise così che l’unica cosa da fare era sparire dalla circolazione.

Per evitare di essere seguito, volò nella vicina città, salì su di una corriera che andava a sud, scese all’aeroporto e prese un volo per Caracas. Da lì proseguì in mongolfiera fino a Santiago del Cile e poi con due ore di treno, una di pullman e tre giorni in autostop giunse al confine col Canada. Lì si aggregò a una comune di uccelli frichettoni che praticava l’amore di gruppo e assumeva sostanze psicotrope. Si rallegrò del fatto che nemmeno un cigno facesse parte di quella comunità.

Nel frattempo la moglie appariva tutte le settimane a “Chi l’ha visto” chiedendo al pubblico notizie del marito. In realtà sul comò di casa aveva già fatto sparire la sua foto e nella cornice di finto argento, regalata per le loro nozze da Zia Assunta, campeggiava ormai una foto in cui lei abbracciava un bellissimo Cigno di origini ucraine.

Le sue apparizioni in TV proseguirono per sei mesi, diventando una star e finendo sulla copertina di Tv Sorrisi e Canzoni, fino a quando, un bel giorno, arrivò una cartolina in redazione. Raffigurava un tramonto al mare, con un pedalò ancorato all’orizzonte. Il francobollo era svizzero, il timbro postale sudafricano. Sul retro poche semplici parole: “Andate Tutti A Fanculo”.

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