Il Lupo innocente

Ciao bimbi! Ci sono favole che scivolano addosso, come la pioggia, e altre che ti entrano nella pelle, come la scabbia. Nonno Tritolo oggi è tutto un grattarsi, per allontanare il triste ricordo del suo arresto e della conseguente ingiusta condanna all’ergastolo. Per lenire la malinconia, ci manda un pizzino con una nuova favola e la richiesta di un paio di stecche di sigarette di contrabbando, che in galera vanno via come il pane. Si raccomanda di farvela piacere, che oggi è di cattivo umore.

Il Lupo innocente

Inoltrarsi nel bosco era molto pericoloso. la sua mamma glielo diceva sempre: “Non andare per il bosco di notte: girano orrende creature! Una notte o l’altra finirai nei guai!”

Ma lui era un lupo giovane e baldanzoso e rideva della sua mamma: “Cosa vuoi che mi accada! Sono un Lupo, mica un cazzo di scoiattolo!” e così aspettava il calar delle tenebre, per uscire dalla tana e andare a orinare agli incroci dei sentieri, per far capire agli altri lupi che lui era passato di lì e che, se avevano voglia di andare con lui a grattarsi il culo contro i tronchi dopo aver cagato, sapevano dove trovarlo.

La mamma, lo sapete, per mestiere rompe le scatole, ma quasi mai, quando paventa incontri con orrende creature, sbaglia.

E anche questa volta mamma non sbagliava, il lupo trotterellava felice nell’ombra, quando l’orribile creatura gli apparve all’improvviso davanti: coperta di un mantello con cappuccio del color del sangue, lo guardava minacciosa dondolando sadicamente la cesta di vimini, che portava sull’avambraccio sinistro. “Eccoti qua, lurido cane!” e gli afferrò la coda immobilizzandolo.

L’ultimo ricordo del lupo fu Cappuccetto Rosso che estraeva dalla cesta una siringa carica e gli iniettava un potente narcotico.

Dopo un lungo sonno il lupo si svegliò e si rese conto di essere in una piccola casetta di legno, nell’aria l’odore della legna, che ardeva nel camino, e l’inconfondibile odore dolciastro del sangue: sul letto, orrendamente sfigurata da colpi di arma da taglio, giaceva morente la povera nonna di Cappuccetto Rosso.

Con un filo di voce la vecchia riuscì a sussurrare: “E’ stata quella giovane sgualdrina, ha fretta di ereditare, ma ha fatto male i conti: mi sono sputtanata fino all’ultimo soldo alle slot machine. E la casa l’ho minata con le mie mani. Caro, passami cortesemente il detonatore. Lo trovi su quella mensola.”

Il lupo fece come la vecchia aveva detto e scappò a tutta velocità dal retro. Nascosto tra le fronde del sottobosco vide Cappuccetto Rosso che ritornava alla casetta col machete insanguinato, in compagnia del suo fidanzato, un nerboruto cacciatore molto popolare su Instagram. “Vedrai amore” gli diceva “incolpare il lupo con la tua testimonianza, sarà un gioco da ragazzi.”

Quando i due entrarono nella casetta, la nonna fece il suo ultimo “clic” e saltò in aria con i suoi aguzzini, tra brandelli di carne, ossa e schegge di legno.

Il Lupo tirò un sospiro di sollievo: tutto è bene quel che finisce bene.

E invece un cazzo: la mattina dopo tutti i giornali avevano la sua faccia in prima pagina, col titolo: ”Ricercato Lupo Cattivo, pluriomicida”.

6 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...