5 cose che ancora non sai sulla carta igienica

Molto spesso ad attirare la nostra attenzione è l’ignoto, l’esotico. Siamo convinti di conoscere bene tutto ciò che ci circonda, ma ci sbagliamo. E’ però molto vicino a noi che si nascondono i segreti più profondi. Raffa, che lo sa bene, infatti ci chiede di approfondire le 5 cose che ancora non sai sulla carta igienica.

  1. Avrete certamente notato che le pubblicità della carta igienica, spesso e volentieri, hanno per protagonista un tenero cucciolo che zampetta allegramente tra strisce di soffice carta bianca. Vi siete mai chiesti perché? Nel 1963 l’Università degli Studi della Contea di Colon (Massachusetts-USA) ha condotto uno studio, basato sull’ipnosi, su 9231 soggetti, acquirenti abituali di carta igienica, allo scopo di capire quale leva psicologica utilizzare per realizzare il più efficace spot pubblicitario. Da questo studio è emerso un risultato sconvolgente: il 94% dei soggetti dichiarava di avere, come inconfessato desiderio, quello di pulirsi il culo con un cane di piccola taglia.
  2. Cosa si usava prima dell’invenzione della carta igienica? Sassi, conchiglie, bastoni, sabbia con oli profumati erano comunemente utilizzati nell’antichità. Più recentemente, lembi di stoffa consunta e carta di giornale (utilizzo quest’ultimo che andrebbe rivalutato, a mio avviso). La prima “medicated paper” commercializzata negli USA, aveva (in memoria di quando si usavano bastoni in legno per raschiarsi) il seguente slogan: “Mai più schegge nel culo!”. Funzionerebbe anche oggi?
  3. Chi ha inventato la carta igienica? C’è chi dice i cinesi, chi gli americani, in Lussemburgo vi sono una via e una piazza intitolate a Johannes Paulus Klopapier (borgomastro di origine belga che si ritiene, a quelle latitudini, l’inventore dei preziosi rotoli). Chi ha ragione? Probabilmente nessuno: ad inventare la carta igienica è stato Gian Giovanni di Herstal (antenato del ramo diseredato di Carlo Magno) che, da uomo molto avanti per i suoi tempi, brevettò le primissime banconote dell’umanità. Entusiasta ne fece vergare, dagli amanuensi, diverse tonnellate, ma il mercato finanziario di allora le rifiutò seccamente. Al povero Gian Giovanni, non rimase altro che piangere sul latte versato.
  4. Come sapete, la carta viene prodotta a partire dalla pasta di legno. Quanta se ne usa per produrre la carta igienica? Tenetevi forte: 30.000 alberi al giorno. Questo è il dazio da pagare per la soffice pulizia del deretano dell’Umanità. Incredibile vero? E’ stato calcolato che, in un anno, un qualsiasi paesino di nemmeno 1000 abitanti caga abbastanza da disboscare l’intero Alto Adige.
  5. A chi non è mai capitato? Sei lì, comodamente seduto/a sulla tazza, hai appena liberato, spesso con gran soddisfazione, il tuo malloppo quando ti accorgi che la carta igienica è finita. E magari non sei neanche a casa tua e l’hai mollata da un amico/a. Non è una gran bella sensazione, vero? La Medical and Psychological University di Pasadena (California-USA), nel 2008, ha dimostrato che il dolore provato in quelle situazioni è inferiore soltanto all’attacco di cuore e al parto, ma è peggiore di quello causato da una colica renale.

Ci siamo finalmente liberati: che soddisfazione. Liberati da un altro po’ di ignoranza che ci ingolfava gli intestini del pensiero. Siamo adesso più leggeri: benone.

Mercoledì prossimo, cambieremo decisamente argomento. Faminore ci chiede di approfondire un tema al contempo terreno e spirituale: 5 cose che ancora non sai sul Papa.

Che Dio ce la mandi buona.

32 commenti

  1. Se nessuno l’ha ancora scritta, mi immolo io per la causa:
    che altro studio avrebbe potuto compiere l’Università degli Studi della Contea di Colon? 😅
    Battutacce a parte, questa rubrica mi piace. Vado a dare una scorsa agli argomenti già trattati e me ne invento uno da suggerire…

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  2. I 30mila alberi riguardano il consumo mondiale o italiano?
    Aggiungo un paio di aneddoti.
    Fino a qualche anno fa in Asia l’uso della carta igienica era ancora molto limitato, i bagni erano sempre dotati di un secchiello per l’acqua per lavarsi, quelli più moderni avevano la doccetta per spruzzare direttamente la parte interessata. In India i viandanti portano recipiente e straccetto appresso, per la pulizia si usa solo la mano sinistra e si mangia solo con la destra.
    Ricordo che a un certo punto in Italia ci fu un aumento del prezzo dei giornali, giustificato, si diceva, che cinesi e indiani avevano cominciato a pulirsi con la carta.
    Nella casa dei nonni contadini, c’era ancora un gabinetto esterno, una sorta di cabina di mattoni che scaricava direttamente nella “corte di grassa” (vasca di letame fuori dalla stalla) e c’era un gancio di fil di ferro con appese pagine di Gazzettino. Non male, mentre si rilasciava uno poteva anche leggere.
    Complimenti per l’articolo. Leggerò anche gli altri.

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    • La tua domanda mi fa ricordare che spesso, in mezzo a tante fandonie, scrivo anche qualche dato vero.
      30 mila alberi al giorno è il consumo mondiale stimato (Fonte: Focus)

      Bellissimi i tuoi aneddoti: grazie.

      Grazie anche per aver letto e gradito 🙏🏻

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