Diario di un misantropo genovese (giorno 8)

Chiudo la porta. Resto lì, col biglietto della Dottoressa Braghettoni in mano. Dalla televisione si sente un “Click”.

“Hai fatto cilecca Manolo. Priscilla mi aveva detto anche questo…” il giovane Dottor Thomas Belin Power ride sguaiatamente mentre sutura il paziente con una mano e la sacca di infusione con l’altra. Manolo, paonazzo, si ritira lasciando a terra l’archibugio. “Thomas” dice Priscilla detergendo il sudore del chirurgo “sei un guascone!” – Parte la sigla finale –

Brigitta Braghettoni nutrizionista olistica bioritmica. Cosa vuol dire olistica? E bioritmica? Vado a cercare sul vocabolario, agguanto un pacchetto di Pippix per trovare un po’ di consolazione.

OLISTICO: Relativo all’olismo.

E allora cerco OLISMO.

Principio filosofico e metodologico di alcune scienze per il quale i sistemi complessi sono irriducibili alla mera somma delle loro parti, in modo tale che le leggi che regolano la totalità non possano mai essere riducibili alla semplice composizione delle leggi che regolano le parti costituenti.

Non c’ho capito un belino. Rinuncio a cercare BIORITMICA e finisco i Pippix. Io da questa non ci vado. Poi non c’ho manco il telefono per chiamare e prendere l’appuntamento! No, no: non se ne fa niente.

Mi faccio un panino d’emergenza: la dieta mi innervosisce anche solo a pensarla. Ci metto dentro quello che capita, sudo freddo. Non ci vado, no che non ci vado.

Apro una Peres e mi siedo sul divano. In televisione c’è un documentario che spiega per filo e per segno come costruire una betoniera con gli stecchi dei ghiaccioli. Mi appassiono e mi distraggo.

La Peres, i Pippix e il panino d’emergenza fanno il loro dovere: mi passa il batticuore e mi rilasso. Proprio mentre inizia lo speciale “Dietro le quinte di Fringuelli nella Tormenta” mi addormento profondamente. Faccio solo in tempo a dire: “Non ci vado”.

Sogno di essere Manolo, ma in mano non ho l’archibugio, bensì un panino. Il giovane Dottor Thomas Belin Power alza le mani e invoca pietà. Priscilla mi lancia uno sguardo carico d’odio ed emette un suono strano, del tutto simile al campanello di casa.

Mi sveglio: è il campanello di casa. “Chi è?” urlo dal divano.

“Ndovina?” è Bilal.

“Cosa vuoi?”

“Vèstiti. Ho preso io puntamento dottoressa”

“Cosa? Per quando?”

“Adesso.”

“Ma io ho da fare!”

Bilal ride: “Tu non fai cazzo tutto giorno, amigo mio! Vèstiti, ti porto io!”

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