A volte i ricordi

A volte i ricordi saltano fuori quando gli pare. Tu hai bisogno di ricordarti urgentemente qualcosa, ma nessuna bolla rompe la perfetta superficie dello stagno della memoria. Più ti sforzi, più ti ricordi niente.

Ieri sera, ad esempio.

Eravamo un centinaio, distanziati e affranti, ciascuno con la sua mascherina sulla faccia e la candelina accesa in mano, per ricordare l’amico Gianfranco, portato via da un frontale mercoledì pomeriggio. Nessuno, come è ovvio che sia, se lo aspettava, lui era una colonna del nostro comitato di Croce Rossa, autista soccorritore 118, meccanico fac-totum, insomma era così generoso nell’aiutare tutti, che lo si credeva eterno.

Gli amici di sempre, quelli che hanno iniziato con lui in Croce Rossa negli anni ottanta, raccontano qualche aneddoto della loro giovinezza, pian piano anche qualcun altro si fa avanti e si riesce pure a ridere, perché saltano fuori episodi divertenti. Tra un racconto e un altro il mio cervello va a mille. Non avevo certo intenzione di prendere la parola: sono uno degli ultimi arrivati in comitato, lo conoscevo poco, e volevo che a parlare fossero i tanti amici storici. Però proprio non riuscivo a ricordarmi nulla di me e Gianfranco.

Possibile? In due anni di volontariato l’avrò visto un miliardo di volte! Qualcosa abbiamo certamente fatto insieme! Più di qualcosa e anche di recente! Niente. Non mi ricordo niente. La “sua” ambulanza è lì in mezzo a noi, Matteo fa partire la sirena per mandare un messaggio lassù: non sarai dimenticato.

Applaudiamo, posiamo le candeline sul monumento al Volontario, ai piedi delle nostre bandiere (Croce Rossa, Mezzaluna Rossa e Tricolore), e ci fermiamo a chiacchierare, mantenendo sempre le distanze e le mascherine, e lentamente defluiamo, tornando a casa con un pezzo di cuore in meno.

Nel mio caso manca anche un pezzo di memoria. Non ci dormirei se non fosse che ho appena fatto il turno di notte e non abbiamo dormito un cazzo. Tocco il cuscino e cado nell’abisso del sonno pesante.

Questa mattina scambio di messaggi con un amico che il colpo l’ha preso duro. Provo a incoraggiarlo, perché gli voglio bene, e improvvisamente la superficie perfettamente liscia dello stagno si rompe: “plop!”. Una bolla di memoria.

Sì! Pochissimi giorni fa, massimo due settimane! Io e Gianfranco abbiamo fatto turno di notte insieme! Chi fosse il terzo non lo ricordo, ma di sicuro eravamo io e il Giaf, come lo chiamavano gli amici-amici.

Me lo ricordo bene perché è successa una cosa buffa. L’abbiamo fatta succedere io e Gianfranco.

Il turno è andato nel migliore dei modi: zero chiamate. A mezzanotte, forse qualche minuto prima, tutto l’equipaggio è in branda. Si spengono le luci e in pochi minuti iniziamo a respirare calmi e ci addormentiamo.

L’ultima cosa che sento è l’accensione di una motosega: è Gianfranco che russa. La cosa mi consola, perché pure io russo. Dormiamo come sassi. In due. Il povero terzo (che la memoria, per vergogna, continua a celare) la mattina dopo sembrava uscito da Guantanamo: non aveva chiuso occhio.

Sorrido, lo scrivo all’amico triste, sorrido, ma mi manca Giaf. Prossimo turno, russerò più forte.

14 commenti

    • Volontario CRI da due anni e un po’. Abilitazione da soccorritore a febbraio 2020: che dire… un inizio frizzante.
      Il Gianfranco, lui si che era leggenda. 57 anni era in Croce Rossa da quando era ragazzo.

      "Mi piace"

      • Lui pure sempre come volontario??? Sai che mi piacerebbe, turni di notte a parte? Qualche competenza (non certificata) ce l’ho, ma ho sempre pensato che a bordo delle ambulanze ci fossero solo medici e infermieri…

        Piace a 1 persona

      • Ho sempre cercato di “redistribuire la ricchezza”, ma la gente è strana. Fatte tante traduzioni gratis per ONG importanti, senza seguito. Lavorato per qualche anno in un’associazione piuttosto conosciuta (allora) in ambito carcerario, però il quel caso è morto il “leader” (molto carismatico) e sia io che la persona che mi aveva ingaggiata siamo finiti nel nulla.

        "Mi piace"

      • Nel nostro comitato siamo circa 400 volontari, di cui un centinaio sul 118 e il resto su tutto l’universo di servizi croce rossa (il soccorso è solo una delle tante cose che facciamo).
        Anche Gianfranco era volontario. Super.

        Abbiamo anche qualche dipendente (poche unità).

        Il corso CRI si compone di tre moduli.
        Il percorso completo (3moduli) dura 9-12 mesi e ti abilita al soccorso.
        Coi primi due moduli ci si abilita al trasporto sanitario non in emergenza.

        Nella nostra zona in amb ci sono solo volontari (o dipendenti). Infermiere e medico arrivano a razzo baleno se la Centrale operativa lo ritiene opportuno.

        Croce rossa è bello, la disponibilità la decidi tu. Io faccio le notti, perché negli altri orari lavoro.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...