Povero Cristo

Oggi è Sabato e nessuno, secondo i precetti, verrà.

Solo che io sono già risorto e a star chiuso qui dentro al buio, mi annoio da morire. Lo so benissimo che la Procedura prevede che io esca domani all’alba, subito prima dell’arrivo delle guardie, ma non ne posso più. E poi mi fan male le braccia, le sento come se si dovessero staccare dalle spalle. Mi pizzica tutta la testa, per colpa di quella corona di spine, vorrei grattarmi, ma staccherei le crosticine e non mi va di sanguinare di nuovo. Ok. Vado a farmi un giro.

Lascio la grossa pietra al suo posto e passo dalle infinitesime fessure, come fa la nebbia tra i fili d’erba all’imbrunire e sfioro il suolo come un vento caldo per riaggregarmi là, dove nessuno mi può vedere. Davanti a me, in cima alla collina, ci sono i resti di quelli che hanno tardato a crepare e tanti pali vuoti, pronti per le prossime crocifissioni. Alla mia destra, dove il verde prende il sopravvento su tutta questa terra gialla e sabbiosa, ci sono le Mura, dentro le quali piange chi mi ha amato e dorme chi mi ha ucciso.

Ormai è acqua passata, non provo dolore, non porto rancore. Cammino trascinando i sandali nella polvere in direzione opposta alla città, verso l’odore del mare. Lo sento, anche da così lontano, e vorrei tanto camminare fino a lì, ma oggi non posso, perché domani ho da fare. E allora mi accontento di camminare, che sembra un niente e invece è tutto.

Verrà il giorno in cui capirete che a stare fermi si muore.

Passo dopo passo raggiungo un’oasi: quattro palme, due cammelli, i resti di un fuocherello e due seduti a terra che bevono un tè. Mi fanno cenno di raggiungerli e io lo faccio. Arrivato al loro cospetto, il più grosso mi fa segno di sedermi, l’altro versa del tè fumante in una tazza e me la porge. “Riposati” mi dice.

E mentre bevo loro continuano la loro conversazione. “Povero cristo….” ma non parlano di me, parlano di un ragazzo, incarcerato senza motivo non lontano da qui. Sono mesi che in tanti chiedono la sua liberazione, ma le autorità fanno orecchie da mercante. Mi viene la voglia di far esplodere all’istante ogni persona cattiva sulla faccia della Terra, ma papà non vuole. Si dice convinto che l’Uomo ce la possa far da solo.

Se lo dice lui è vero, ma io, sarà che sono ancora uomo, ho forti dubbi.

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