In mezzo a noi

Malgrado i cinquant’anni suonati, ci provo ancora a seguire nuovi sentieri. Non perché mi ostini a voler restare giovane, forse giovane non lo sono mai stato, ma perché percorrere nuove strade mi consente di farmi un’idea precisa sull’immediato futuro.

Non voglio adeguarmi ai miei preconcetti piccolo borghesi, non voglio arrendermi al pensiero che moriremo come gli ultimi unicorni dello zoo, ignorati da un pubblico indifferente e egoista. Per questo esploro in cerca di un mondo migliore.

“Dai papà, scaricalo anche tu: così ci giochiamo insieme!”

Come si fa a ignorare un tale richiamo? Puoi esimerti dall’imboccare un sentiero che porta dritto nel cuore della gioventù mondiale? La risposta è no, perciò scarico e gioco al noto “Among Us”.

Se non lo conosci è perché sei un vecchio di merda come me. Tranquillo, l’ho fatto io per te: leggi quanto segue e ne saprai a sufficienza.

Sei un astronauta adesso, sembri un confetto colorato con i piedi, ma sei un astronauta. Scegliti un nome, te lo consiglio articolato e di almeno 4 sillabe (più avanti ti spiego perché). Scegli di che colore vuoi essere, ma fai in fretta che gli altri nove scelgono veloce, hanno dita digitali e non artigli fossili come i tuoi, vecchio di merda. Ora non ti resta che aspettare, nella sala d’aspetto siderale, che il gioco abbia inizio. Meno 3, 2 … 1.

Compare in primo piano il Destino, che per l’occasione è raffigurato dall’astronauta rosso. Ti dice “SSSSHHHHHH!” e ti fa segno di stare zitto. Dopo un secondo ti dice se sei uno dei 9 “Crewmate” ovvero carne da macello consapevole destinata alla mera sopravvivenza, con l’unico hobby di covare rancore in attesa di vendicarsi di qualcuno, oppure “Impostor“: colui che ha accesso a tutte le scorciatoie e che come unico scopo ha quello di ammazzarvi tutti facendola franca. Si comincia per davvero.

Siamo tutti nella sala centrale, intorno al pulsante dell’allarme, e da lì ci sparpagliamo per le varie sale a lavorare. Eh sì perché i crewmate, a simulare perfettamente la società reale, pur sapendo che la Morte e L’Ingiustizia incombono, devono guadagnarsi la pagnotta svolgendo stupidi lavori di manutenzione, risolvendo improvvise emergenze, piccoli enigmi…

Unica speranza della vita di un Crewmate: scoprire chi cazzo è l’assassino senza farsi ammazzare. L’Impostor ti uccide in uno dei seguenti modi: accoltellandoti 4 o 5 volte, sparandoti alla nuca, spezzandoti il rachide cervicale tipo 007 oppure trafiggendoti con uno spunzone fuoriuscito dalla sua bocca.

Per essere certi di chi è il colpevole lo devi vedere mentre uccide (sperando di riuscire a sfuggirgli fino al pulsante di allarme) oppure mentre esce da una “vent” (botola), cosa che solo un Impostor può fare.

Suona l’allarme: si apre la chat. In pochi secondi si discute di cosa è accaduto e su chi convergono i sospetti. Il più delle volte, mentre il microcosmo locale tracollava, tu eri a cagare e non ne sai nulla.

Il colpevole più votato dall’assemblea verrà immediatamente eiettato nello spazio profondo, morendo in modo atroce. Mentre il cadavere sfila tra le stelle, il gioco ci rivela se Giustizia è fatta, oppure no.

Questa è la parte più affascinante: a questo processo sommario, della durata di pochi secondi, prendono parte i superstiti e l’assassino. Il tutto in inglese, con un uso sfrenato di abbreviazioni che solo chi gioca può capire. Sì hai capito bene: devi testimoniare o scagionarti in un processo che prevede la pena di morte, in una lingua ostica, senza avere idea di cosa è successo (il più delle volte). NON E’ STUPENDO?

Quindi succede che:

  • Chi ha dato l’allarme potrebbe essere il colpevole (“loro” scrivono “Self report”) e aver dato l’allarme per depistarvi.
  • L’assassino può accusare qualcuno e invitare gli altri a votarlo. L’accusa si esprime in chat usando generalmente il colore del confetto sospetto, più di rado con il nickname (per quello all’inizio ti ho scritto di scegliere un nome complesso: nel tempo necessario per scrivere “Naplo73on3” il tuo crimine passa in prescrizione. Se ha scelto “Ugo” sei morto)
  • Anche altri, in perfetta buona fede, possono aver ravvisato nei tuoi comportamenti qualcosa di sospetto. Magari a loro sembra che tu li abbia seguiti, o che tu abbia finto di lavorare: dicono “Blue!” e blue sei tu. Qui chiedo pubblicamente scusa a Krupfec02, confetto rosso, che ho condannato a morte accusandolo, con assoluta convinzione, di aver finto di lavorare. “Fake task!” è la frase da digitare per esprimere questa accusa, accompagnata dal colore del sospetto.
  • Se vuoi capire con coscienza la situazione, onde evitare di accusare un innocente, evita lunghi giri di parole: non fai in tempo a finire di scrivere che già si vota. Usa “Who” o “What” per esprimere “Cortesemente c’è qualche astronauta di buona volontà che mi sappia indirizzare verso una concreta consapevolezza circa l’accaduto?” E non usare il punto interrogativo che si capisce che sei un vecchio di merda.
  • Se la tua anima progressista/garantista ti impedisce di esprimere un’accusa in assenza di prove certe, puoi cliccare sul tasto “Skip Vote”. Cazzi tuoi: se poi ti sparano verso Plutone non venire a piangere da me.

Si tratta quindi, come avai capito, di una rappresentazione pressoché fedele del mondo reale, in cui non importa ciò che effettivamente è. Ciò che è fondamentale invece è urlare forte il nome dell’accusato e ripeterlo, in modo da condizionare gli altri, sotto pressione, a riecheggiare la stessa accusa: non importa se “Pink” è innocente! Conta solo che a morire non sia tu! Esticazzi se salvi un assassino.

Se vuoi un consiglio: nel caso in cui nessuno lanci sospetti, nel dubbio accusa per primo e accusa forte. “Red!” “Red im sure!” (non si usano apostrofi). Male che vada ammazzi un innocente, ma tu potrai continuare a sprecare la tua inutile vita a riparare i guasti e a risolvere piccoli enigmi sulla tua merdosa astronave.

GLOSSARIO MINIMO per non fare la figura dei vecchi di merda:

“Who” / “What” / “?” = Santi numi! Chi mi sa dire cosa è successo?

“Sus” / “Any sus” = avete sospetti su qualcuno? Potreste cortesemente indicarmene in colore?

“Cyan” = è il celeste, il blu chiaro. Non fatemi la figura di merda di chiamarmelo “Clear Blu”

“Lime” = stessa cosa per il verde chiaro

“Vent” = è la botola, che solo l’Impostor può usare. Se qualcuno scrive “Black Vent” intende: “Sono inequivocabilmente certo che il giuocatore di colore Nero si sia servito di una botola, pertanto lo sospetto fortemente”

“Self Report” = E’ come scrivere: “Come dicevano i latini LA PRIMA GALLINA CHE CANTA HA FATTO L’UOVO, perciò carissimo ho il fondato sospetto che tu possa essere l’assassino e invito gli astanti a pensarla come me” solo più corto.

2 commenti

  1. Mi ricorda un gioco di ruolo in cui le parti venivano assegnate tramite un mazzo di carte (anche quelle da briscola vanno bene per lo scopo); in quel caso c’era una maggior complessità perché i ruoli erano più di due, ma la sostanza mi pare identica. Sì, è proprio come qui fuori.

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