L’inventore degli Spaghetti

Normanni

In questa torrida settimana dell’estate 2017, arriva dall’Olanda una notizia bomba: i ricercatori dell’Università di Wageningen hanno scoperto il nome dell’inventore degli spaghetti.

“Fughiamo innanzitutto il falso mito dell’invenzione cinese” dichiara deciso il Professor Van Loen “il ritrovamento, datato 1999, di spaghetti di 4000 anni fa in realtà è riferito a pasta fresca di miglio. Gli spaghetti sono indiscutibilmente prodotti con frumento e sono pasta secca.”

Dunque non sono cinesi gli spaghetti. Sono quindi, come le fonti più accreditate indicano, stati inventati nella Sicilia “Araba” nel XII secolo?

Il Professore accenna un sorriso e aggiunge: “In effetti, fino ad oggi, il più antico testo in materia è il Libro di Ruggero (pubblicato nel 1154), nel quale il geografo di Ruggero II di Sicilia, Al-Idrisi, parla di una pasta a forma di fili leggermente arrotondati, chiamata ‘itrya’ (dall’arabo itryah che significa “focaccia fine tagliata a strisce”).”

Questo scritto sfortunatamente riporta solamente la notizia del comune utilizzo nel Meridione di pasta secca, ma nulla ci dice circa il nome del suo inventore.

“Ecco perché i nostri sforzi si sono rivolti negli ultimi anni allo studio approfondito di tutti i documenti i qualche modo riconducibili alla cucina e alla nutrizione del XI-XII secolo siciliano”

La scorsa settimana la scoperta: in una pergamena datata 1072, quando ancora la Sicilia era contesa agli Arabi dal padre di Ruggero II (appunto Ruggero I) duca normanno, si narra dell’assedio di Palermo. Ed è qui che il Professor Van Loen ha trovato quel che cercava.

“Il 10 Gennaio del 1072 Ruggero I ed il fratello Roberto Guiscardo, entrano in Palermo catturando centinaia di prigionieri. Tra questi il cuoco personale dell’Emiro nemico: l’inventore degli spaghetti.
Il documento senza alcun dubbio indica in Al-Yoli il primo creatore di questo cibo che ha reso l’Italia famosa in tutto il mondo.”

Nulla però ci dice il documento su quale sia stato il destino di Al-Yoli. A noi piace immaginarlo nelle cucine normanne a deliziare i palati degli antichi nemici.

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