Come ho smesso di fumare

cielo-giallo

E’ curioso come il sole aspetti l’ultimo momento per dare lo spettacolo più bello del giorno.
Proprio mentre si accinge a cascare giù dall’orizzonte, spara gli ultimi raggi di taglio, apparentemente svogliati, forse carichi di rabbia, e colora la pancia delle nuvole di imprevisto e meraviglia.
Sotto un cielo del genere ti aspetti almeno un piccolo miracolo o perlomeno una sorpresa e invece niente: il tutto tramontava senza che nulla accadesse.

Carico di aspettative deluse accesi l’ultima sigaretta, che in quel momento era una sigaretta qualsiasi, visto che la mia decisione di smettere non era ancora maturata. Aspirai senza pensare, senza nemmeno provare a gustare quel sapore aspro: come se si trattasse del semplice respirare, di una normale funzione vitale.
In effetti, ragionai in quell’istante, fumare questa sigaretta non ha alcun senso.
Non me la stavo nemmeno godendo.
Elencai velocemente una lista dei “contro”:
– Conto degli euro spesi (troppi)
– Danni alla salute
– Danni a chi mi sta vicino
Mi convinsi che quel cielo giallo era lì per dirmi che ce la potevo fare e che quello era il momento adatto per cominciare.
Tirai le ultime tre boccate come fossero tre baci d’addio, spensi la cicca e vergai una dichiarazione scritta con cui conclusi la mia carriera di fumatore.

In effetti fumavo troppo, ero psicologicamente dipendente dal tabacco e tutto ciò non aveva senso. Io voglio vivere, mi dissi, e quindi voglio smettere di fumare. Lo ricordo bene: era il 30 Giugno 2016.
Era solo questione di forza di volontà. E io la forza di volontà ce l’avevo.

Ecco come ho smesso di fumare: è bastato volerlo.

I primi 8 giorni sono stati piuttosto duri. Sudavo, ero irritabile, decisamente scontroso. Compensavo la mancanza del fumo col troppo cibo e con una aggressività fuori dal normale.

Ecco perché, il nono giorno, ho ripreso a fumare.

 

 

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11 commenti

  1. Mi torna in mente I. Svevo, “La coscienza di Zeno”, con quell’esilarante teoria – in senso etimologico – di ultime sigarette…
    Mi sono divertito, ma anch’io suggerisco di riprovare a smettere, magari cercando un metodo più efficace 🙂

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  2. Comprendo benissimo: anni fa (più di 20) tentai la stessa cosa: dopo tre o quattro notti insonni (ho sempre dormito, anche con venti persone in casa che suonavano, ridevano ed altro), decisi che smettere non faceva per me. Cerco di stare sotto la decina al giorno.
    A presto

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