Detto sinceramente

Un mese come un altro 17_08

Non so che cazzo scrivere stasera.
In realtà non ho proprio voglia di scrivere, stasera.
Meglio, non ho voglia di condividere nulla, stasera.
A ben pensarci è da quando ho iniziato a scrivere questo diario che non ho voglia di scrivere questo diario. Ne di condividerlo con voi.

Chi me l’ha fatto fare?
Tutti i santi giorni, tipo ora in mutande, al freddo, in terrazzo, scrivere un cazzo di pezzo per raccontare a voi cosa accade a me.
Che poi pure voi vi sarete chiesti un sacco di volte: ma chi cazzo ce lo fa fare di leggere sto stronzo?
Ahò! Stronzo a chi? Stronzi ci sarete voi!

Che poi vi apprezzo pure tanto perché, malgrado le vacanze e le cagate che scrivo, mi leggete in tanti.
Che se anche non mi leggesse nessuno io sarei contento uguale: scrivo per me.
Ecco, “io scrivo per me” è una delle cazzate che chi scrive dice, si racconta e poi finisce per crederci.
Non è vero: scrivi per gli altri.
Per cercare di rimanere dopo la morte.
Per il piacere di vedere le facce di chi legge: questo fa scrivere.
Per lasciare qualcosa di sé negli altri.
Uno spruzzo di sperma in una vagina spazio temporale.

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