Godo

Un mese come un altro 12_08

Arriva il vino bianco. In trasparenza, complice il panna della tovaglia, sembra una caraffa di piscio, ma il profumo è fruttato e freddo, per cui procedo a versarmene un bicchiere.
E’ un bianco che sa fare il suo dovere: due bicchieri e sono allegro.
Tre bicchieri e arrivano le focaccette di Recco. Perfettamente asciutte fuori, senza neanche il ricordo dell’olio in cui hanno fritto, incandescenti di stracchino rovente all’interno.

Al tavolo vicino tre sorelle attempate parlano in dialetto del prossimo viaggio in Brasile, urlano nelle orecchie della nonna novantenne per farle sentire il menù.
Belin che buoni il formaggio fuso con la pastella, morbida e friabile al punto giusto, che si sciolgono tra il palato e la lingua.
Non è un orgasmo, ma è un eccellente preliminare. Fermarsi qui equivale a una eiaculazione precoce.

Mi lecco le labbra, mentre il piatto vuoto si allontana, e bevo un goccio di bianco. I sensi sono all’erta, annuso l’aria cercando ciò di cui ho voglia ora.
Con una bianca apparizione in grembiule, i pansoti al sugo di noci planano sul tavolo. Godo. Non riesco a descrivere il senso profondo dell’esplodermi in bocca di quei turgidi fagotti di piacere. Riesco solo a masticare e godere.
Ancora. Ancora! Ancora!
Un piccolo sorso di bianco e mi accascio sullo schienale della sedia, appagato dal coito gastronomico.

Le endorfine mi allagano le vene, si mescolano con l’alcol e il sangue, io galleggio in un mondo parallelo e sorrido sfinito, aspettando che mi salga un rutto, senza fretta. L’idea di un pensiero al caffè mi sfiora il cervelletto, si insinua nelle pieghe dell’encefalo e mi accarezza la corteccia, ma il mio orecchio destro capta la frase: “Acciughe impanate e fritte”.
La voglia risale: faccio anche la seconda.

“Scusi?”
“Sì?”
“Ho sentito bene? Avete le acciughe fritte?”
“Sì. Impanate e fritte, sono un fuori menù. Devo vedere se ce ne sono ancora…”
“Si fidi di me” le dico con voce grave “Ce ne sono ancora. Le voglio, grazie…”
“Di contorno cosa le porto?”
“Acciughe impanate e fritte con contorno di acciughe impanate e fritte”

Quando arrivano è l’odore che racconta chi sono. E il sapore, appena sotto il primo morbido morso, lo grida senza pudore. Sono saltate dal mare direttamente in padella.
Mi chiedo a cosa servano le posate: un tale piacere va portato alla bocca solo con le mani. E le dita, dopo l’ultimo boccone, te le lecchi.

In faccia un sorriso che sa di paradiso.
Caffè, grazie.

Annunci

3 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...