L’ultima banana

banana

Una unica nota. Un “Si” lungo un’ora e quarantanove minuti, seguito da cinque minuti di silenzio sull’unica inquadratura a colori di tutto il film. Avete senz’altro capito che stiamo parlando dell’ultimo, travolgente, successo del regista Michelangelo Brambilloni: L’ultima banana.

Michelangelo, fratello gemello del noto scrittore Adalberto, ha scelto un bianco e nero, con una sola macchia di giallo, per raccontare questa storia d’amore con la buccia.
A chi gli ha chiesto se quella banana gialla, in un film tutto in bianco e nero, fosse una citazione di Spielberg, il Maestro Brambilloni ha risposto con un secco: “No. La banana è gialla, mica rossa.” e ha aggiunto di aver voluto sì fare una citazione, ma non al cappottino rosso, bensì al pulmino giallo di LittleMissSunshine.
Regista difficile, dai modi scostanti e dalla precaria igiene personale, Brambilloni detiene diversi record, tra cui quello di essere il più vecchio regista ancora in attività oltre al record negativo di incassi di tutti i tempi (duemila lire, incassate però nel 2011 quando già erano fuori corso).

Il film.
Il silenzio è il vero protagonista de “L’ultima banana”. Non si dice una sola parola per la prima mezz’ora di film, i dialoghi compaiono come bolle nella densa trama di immagini, per lo più primi piani, e scoppiano con un sommesso “Pop!” come a sottolineare il vero significato di fare cinema: un film senza pop corn non è un film.
Lei ama lui, nel frigo una ciliegia e due banane, lui le porta la ciliegia. “Maestro” abbiamo chiesto al regista “possiamo leggere questa scena come una sorta di ribaltamento della dinamica di Eva e del peccato originale?”. Non ci ha risposto a parole. Ci ha rivolto le spalle e ha aperto la gazzetta dello sport alla pagina dell’ippica.
Ecco la scena cult. Lei si alza, ombra nell’ombra, e apre l’anta dell’armadio sbattendola sulla fronte. E qui è chiaro il riferimento al celeberrimo romanzo del fratello del regista.
L’amore, questo l’interrogativo che apre il film, è cardiologia o traumatologia? Può una banana separare chi si ama?
Ovviamente non ve lo sveliamo qui, per non rovinarvi la visione del film (di cui caldamente consigliamo la versione 3D). Vi basti sapere che ci sono due scene che vi piaceranno di sicuro.

Da non perdere.
Due scene di questo film resteranno nel cuore di tutti.
La prima: “Dov’è il tuo dio? Non la vedi la tua buccia adesso?” lo dice lui, nudo davanti ad un bersaglio per le freccette, ma non sappiamo se lo dice rivolto alla penultima banana che sta mangiando o a lei che si riveste in silenzio.
La seconda: il dialogo sulla combustione. Mentre lei cerca di convincerlo che si possa bruciare senza andare in cenere, lui fissa l’ultima banana in frigo e ripete, per dieci minuti di fila, la nénia: “E’ succo di prugna, ma non fa cagare”.

Concludendo.
“Maestro” gli abbiamo chiesto a Cannes “si aspettava una palma quest’anno?”
Lui ci ha sorriso e ha chiuso così:”Quando ti scappa, un albero vale l’altro”
Non c’è nulla da aggiungere. Tranne che, a nostro giudizio, questo è uno dei dieci più bei film della storia del cinema. Non perdetevelo.

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