L’unicorno con il raffreddore – Parte 7

unicorno finale

 

“QUACK!” disse la paperella di plastica gialla e Giovanni l’unicorno con il raffreddore fece un passo avanti, trovandosi di fronte al Fiorgiovanni, che lo accolse con un fuoco d’artificio di colori da rimanere a bocca aperta. E a bocca aperta rimase, così tanto che un paio di piccoli uccellini per un attimo pensarono di farci il nido dentro.
Il Fiorgiovanni era veramente il fiore più bello del reame e l’unicorno con il raffreddore non riusciva a credere di non aver mai osservato da così vicino una tale meraviglia. Ripresosi dallo stupore si sedette buono buono davanti al Fiorgiovanni ed iniziò a respirare lentamente con il naso il suo profumo, proprio come fanno i bambini con la tosse e il raffreddore quando fanno l’aerosol. Ad ogni lento respiro, il profumo del Fiorgiovanni iniziò a mandar via la malattia e a far guarire il nostro amico.
Mano a mano che la guarigione avveniva, tutti gli abitanti del reame arrivavano per vedere cosa stava succedendo sulle rive del Lago Pernacchia. Arrivò perfino il Re con la Regina, arrivarono le Marmòttere e le Fate Bavose, sette ranocchi e tanta gente, la Fata Sommergibile ed una strega buona, che faceva panini al prosciutto per chi arrivava da lontano. Venne un coccodrillo di gommapiuma un cappuccino con tanta schiuma ed un cammello di ceralacca con un pinguino fatto di cacca.
“QUACK!” disse la paperella di gomma gialla quando vide il pastore di capre Matteo ed il serpentello Schivo farsi avanti per scusarsi di tutte le cattiverie che avevano detto.
“Non c’è problema ragazzi” disse loro Giovanni l’unicorno con il raffreddore “capita a tutti di sbagliare, l’importante è imparare” tutti ascoltarono in silenzio per riflettere su quelle parole, solo la Mosca Scorreggiona, distrubava il momento con puzzette scoppiettanti.
“L’importante è imparare” continuarono a ripetere Schivo e Matteo allontanandosi sollevati, con un bel panino al prosciutto in mano.
Ad un certo punto il Fiorgiovanni si fece luce, tanto che tutti dovettero socchiudere gli occhietti per un attimo, e poi si trasformò in farfalle. Tante tantissime farfalle di luce che andarono a posarsi in tutti gli angoli del reame, per poi fermarsi sull’erba e diventare nuovi Fiorgiovanni.
Ci fu una grande festa, arrivò la banda del paese, che cantò per un mese, vennero i giocolieri a giocare volentieri, venne persino un tale che sapeva ballare male, ci fu un banchetto pieno di cose buone e tutti quanti si divertirono fino a sera.
Dal folto del bosco, non ci crederete, sbucò persino il calzino che si era perso, che abbracciò il calzino che stava sul corno di Giovanni e lo portò via che avevano tante avventure da raccontarsi.
“Cosa ho imparato da ciò che è successo?” chiese a se stesso Giovanni, l’unicorno che non aveva più il raffreddore “Ho imparato tante cose. Una su tutte: le Marmòttere fanno mucchi di cacca alti come un bambino di otto anni.”
Giovanni rise. La Regina rise. Una Marmòttera iniziò a sganasciarsi e rotolò nel lago. Allora tutti lo presero per un invito e cominciarono i tuffi. A soldatino, carpiato, a bomba, a salsiccia del deserto, a vongola sapiente, a cavolo piangente e in tutti i modi possibili e immaginabili.
Si divertirono tutti come matti e, giunta l’ora, se ne andarono a dormire.
Così finisce, con una bella festa, la storia di Giovanni l’unicorno del Lago Pernacchia e dei suoi amici. Come continua lo decidi tu. Chiudi gli occhietti e sognaci su.
Buonanotte

FINE

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5 comments

  1. Ciao sono Eleonora, la figlia di Francesca,volevo dirti che sei stato molto bravo e molto creativo.La storia è proprio bella e molto divertente grazie. Scrivi presto un’altra storia, mi raccomando.
    Ciao sono Federico, la storia era bellissima e divertentissima. Ma chi ha fatto i disegni?

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    • Ciao Eleonora, mi fa molto piacere che la storia ti sia piaciuta. Ne sto scrivendo un’altra, ma una marmòttera mi ha mangiato la penna e ora devo inseguirla per recuperarla.
      Ciao Federico, ti è piaciuta? Allora sono felice come la paperella di plastica gialla!
      I disegni li hanno fatti i miei bimbi: Tommaso, Irene e Matteo.

      QUACK!

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  2. Ciao sono Lorella e non ti dico la mia età perché sono molto timida. La storia mi è piaciuta tantissimo e l’ho letta d’un fiato, anche perché ero rimasta indietro di qualche puntata, ahimè! posso però dirti che sono molto brava nei tuffi a salsiccia del deserto e decisamente meno brava nel disegnare. I disegni li trovo meravigliosi. Dove si trova l’isola di cioccolato? ci farei volentieri una capatina. Poi in questo momento avrei bisogno urgente di Fiorgiovanni, ma magari riesco a trovarlo da qualche parte e chiedergli di farmi passare il raffreddore. Aspetto altre storie e altri bellissimi disegni. Spero presto, visto che ormai mi sono abituata alla favola e ho paura che non riuscirei ad addormentarmi senza.
    Un caloroso abbraccio a Matteo, Irene e Tommaso (anche mio figlio si chiama Tommaso!) che sicuramente ti ispireranno nuove fantastiche storie.

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