L’unicorno con il raffreddore – Parte 5

Matteo Pastore Capre

L’isola di cioccolato è un posto che tutti quelli a cui piace il cioccolato, un giorno o l’altro dovrebbero vedere. Ci sono alberi di cioccolatini, piantagioni di tavolette di cioccolato, grilli di cioccolato fondente che saltano sui prati di cioccolato al latte, dolcetti volanti che si spostano di fiore in fiore e altre cose buone ancora.
Giovanni l’unicorno e la sua amica paperella di plastica gialla si erano svegliati in questo paradiso magico, ma non avevano la minima idea di come ci fossero arrivati; davanti a loro un coniglietto di cioccolato, di quelli che si mangiano a pasqua, masticava una carota di cioccolato e li fissava.
“ETCIU’!” starnutì Giovanni.
“QUACK!” fece la paperella di plastica gialla.
“Appunto.” disse il coniglietto “Proprio voi cercavo! Ho il rimedio che ti serve” disse a Giovanni “solo che non sarà facile come bere uno sciroppo”
“Il problema è questo qua” disse il coniglietto aprendo un libro di cioccolato e puntando la zampetta a metà di pagina 25 “la cura che ti serve è rarissima. E’ un fiore molto bello, dai colori cangianti, che cresce in un luogo lontanissimo da qui.”
Il povero Giovanni starnutì e ascoltò il coniglietto continuare:”Il fiore rarissimo che ti serve cresce sulle rive di un lago nascosto all’interno di un bosco, protetto da gigantesche belve pelose”
“Accidenti” disse l’unicorno con il raffreddore “come farò?”
“Non temere” rispose il coniglietto “sulla strada troverai delle capre con gli occhiali: loro ti accompagneranno” dopo di che fece una piccola pausa e disse: “ora ci dobbiamo salutare, il tunnel magico ti farà riapparire da dove sei partito”
Un lampo ed uno scoppio e tutto svanì in un imbuto. Giovanni e la paperella di plastica gialla si trovarono seduti nel prato pieno di cacca di Marmòttera. Si alzarono e cominciarono a vagare a caso nel bosco in cerca di capre con gli occhiali. Incontrarono dapprima un Mègatopo di campagna, un minuscolo roditore dedito al gruviera e con la voce altissima.
La paperella gli chiese: “QUACK?” e lui rispose tuonando “Non vedo capre da almeno cent’anni. Con gli occhiali poi, da almeno mille!” e scappò via.
Poco più avanti, sotto un salice piangente, c’era un calzino spaiato che si era perso dopo una lavatrice in burrasca e che vagava da mesi nel bosco. “Scusami, ci sai dire da che parte possiamo trovare delle capre con gli occhiali?” Il calzino guardò quei due strani personaggi e rispose: “Portatemi con voi e vi mostrerò la strada”. Felicissimi di avere un nuovo compagno di viaggio, sistemarono il calzino spaiato sul corno, come un fodero, e cominciarono ad andare dove il bosco si infittiva. Poco prima del calar del sole si imbatterono in un gregge di caprette che pascolava accudito, con la sua faccia da tonto, dal signor Matteo. Proprio lui. In persona. Eh si: anche i cattivi delle fiabe sono persone e quindi, in fondo in fondo, a ben cercare, anche loro un pò buoni lo sono. Ma quel giorno la sua bontà era ben nascosta in un panino col salame, tant’è che il pastore stava arringando le sue capre, spiegando loro che gli unicorni venivano nel reame per brucare l’erba migliore, per portare malattie e, se ne diceva certo, per far del male agli altri abitanti del bosco.
Le capre brucavano indifferenti e lo lasciavano dire ma, tra di loro, le si sentiva commentare: “A me gli unicorni stanno simpatici” e un’altra “Dove può brucare un intero gregge, non vedo come non ci sia erba anche per qualche unicorno” un’altra ancora poi “A me l’unico che ce l’ha con gli altri, mi sembra proprio il povero Matteo. Lo scemo del villaggio”
Il calzino spaiato si fece coraggio e ne avvicinò una e le sussurrò: “Ciao, stiamo cercando un fiore bellissimo, rarissimo, coloratissimo e un sacco di tanti issimo, che serve a curare il mio amico dal raffreddore”
La capra guardò l’insolito trio e rispose sottovoce:”Senza dubbio alcuno state cercando il Fiorgiovanni. Conosco il luogo dove cresce, ma preparatevi allo spavento: è nascosto nel fitto del bosco, protetto da gigantesche belve pelose.
“A me il coraggio non manca!” disse Giovanni
“Figurati a me!” aggiunse il calzino.
“QUACK!” concluse la paperella di plastica gialla mettendosi in marcia dietro la capra.
E tu, l’hai mai visto un Fiorgiovanni? No? Sei disposto a venire con noi? Si? E allora poggia la testa sul cuscino, chiudi piano gli occhietti e comincia a sognare il colore blu, poi il rosa, il verde… e domani sera andremo alla ricerca tutti insieme della cura per l’unicorno col raffreddore.

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