L’unicorno con il raffreddore – Parte 1

Giovanni l'unicorno

C’era una volta una favola che non voleva farsi scrivere, si nascondeva tra le pagine, sotto mucchi di vecchi giornali, dietro mobili impolverati, per non permettere a nessuno di trovarla, scriverla, raccontarla.
Siccome però era una favola paffutella, trovava solo nascondigli scomodi, che le stropicciavano le principesse, le sgonfiavano le fate, seccavano i laghi incantati in cui si abbeverava l’unicorno col raffreddore. Di questi laghi, il più piccolo, ma anche il più grazioso, era il Lago Pernacchia, dove cresceva un fiore speciale. Così speciale da attirare i visitatori da tutto il reame e dai paesi vicini. Arrivavano in silenzio, in fila indiana, o in qualsiasi altra fila, purché ordinata, ed in silenzio ammiravano il fiore, stupefatti.
Questo è tutto ciò che si conosce di quella favola misteriosa, nascosta chissà dove nella tua camera da letto.
E’ forse sotto il tuo cuscino?
Oppure è in fondo alle coperte e ti solletica un piedino?
O ancora si nasconde, ed esce a luce spenta, proprio quando meno te lo aspetti?
E’ un vero peccato che non si trovi, perché è una favola molto bella da raccontare, perfetta per i pomeriggi di pioggia, come per le mattine di uggia, per non parlare poi del momento più importante della giornata: quando ce ne andiamo a letto per fare la nanna.
Ah! Che favola maneggevole e leggera! Calza a pennello le delicate mani di una mamma, così come quelle dolci dei nonni, è anche solida per resistere a quelle forti di un papà.
E’ una favola a pedali come una bicicletta, col motore bicilidro di una motocicletta, ha grandi ali per volare ed una vela colorata per navigare, galleggia sull’olio e sul sapone, sul ghiaccio e nel sugo al pomodoro, la puoi piegare in quattro e portartela al lavoro.
Purtroppo si nasconde davvero troppo bene e quindi non c’è modo di poterla raccontare… a meno che…
“A meno che…” disse una vocina che sbucava dalla scatola dei Lego.
A meno che… Cosa?
“A meno che qualche orecchio fino non riesca a sentire gli impercettibili starnuti dell’unicorno col raffreddore!”
Li sentite voi per caso? Tendete le orecchie!
Ascoltiamo. Ascoltiamo in silenzio…
Nulla. Non si sente nulla. Solo il tic-tac del tempo che passa ed una piccola scorreggina sotto quella coperta.
Nulla…

“ETCIU’!”

Un momento! Lo avete sentito anche voi?

“ETCIU’!”

E’ proprio lo starnuto dell’unicorno con il raffreddore! Allora forse potremo sentire, che grande fortuna sarebbe, la favola che da due pagine gioca a nascondino!
Il nostro piano è questo: chiudiamo gli occhietti e sogniamo le rive incantate del Lago Pernacchia fino a quando non ci apparirà l’unicorno col raffreddore. In questo modo, domani sera, potremo scoprire finalmente come prosegue questa favola misteriosa.
Buonanotte

 

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