Alfabeto di quest’anno

20140731-231914.jpg

Anno Domini 2014, Anno Aurelio 44. Arrivarci è stato facile, non mi sbilancio sul seguito.
Bonazza sei vecchio, mi viene da dire mentre bevo il mio amaro davanti a questa tastiera.
Cosa penso di quest’anno? E’ stato intenso, è volato. Tanto stress, ma anche tanti sorrisi.
Dopo tutto come anno non è stato niente male: sono sano, sono amato, ho un lavoro e tante idee da scrivere
E nessuno provi a dirmi che il lavoro è una menata, che il lavoro è sacro, di questi tempi un privilegio.
Finirò in Agosto il mio primo romanzo, Sul Terzo Gradino (è il titolo provvisorio), e mi chiedo se piacerà a qualcuno.
Giro tutto l’anno lo Stivale e confesso che un po’ di pausa adesso mi ci vuole proprio,
Hotel infatti è il mio indirizzo più frequente e non avete idea di quante volte io mi svegli chiedendomi: “Dove mi trovo?”
Indovino poche volte la mia geo localizzazione, molto spesso mi ci vogliono alcuni minuti. Al mattino non ho un cervello veloce, anzi
Lento. Lentissimo. Carburo con calma. Nella prima ora di veglia raramente mi esprimo con frasi di più di due parole.
Massimo tre. Mugolo. Mugugno. Mastico la mia colazione cercando di connettere i pensieri che mi frullano in testa con le cose da fare.
Non seguirò più il mio Genoa come ho fatto in passato. Abbiamo deciso che rimarremo amici, ma l’amore è finito.
Ormai anche al calcio, come a tante cose nella vita, non si può più credere. E di sicuro non merita la mia
P
assione. La metto in tutto ciò che vivo, che faccio, pensate che coglione: pure nel lavoro.
Q
uando possibile passeggio, ascolto il pensiero dei gatti, disegno la parte di luna che manca con la punta dell’indice,
R
imango incantato dal rumore dell’acqua delle fontane, dai gesti gentili che incontro per strada.
S
pesso quando scrivo impiglio pezzi di realtà tra le righe, che li vedi luccicare come schegge di vetro sul filo spinato,
T
ormento i personaggi anche la notte, li sveglio con secchiate d’acqua fredda e poi chiedo loro
U
na nuova storia da raccontare e loro pazienti, si mettono a parlare di come stanno e di dove
V
ivono. Vivono subito sotto la mia pelle e ci stanno stretti, vorrebbero uscire, ma hanno bisogno che io scriva loro un’anima.
Z
eus mi credono, questi cretini, e invece sono solo Io.

Annunci

3 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...