Intervista a Beppe Beppetti

BeppeBeppetti

Questa è bella.
Me ne stavo con le gambe a penzoloni dal molo, con la canna da pesca in mano, e riflettevo sulle mani dei pescatori che, poco più in là, ricucivano le reti. Decine e decine di metri di reti piombate, minuziosamente controllate da mani ruvide con gesti materni.
Distrazione inopportuna, tipica di chi pescatore non è: mentre pensavo alla Bellezza, il pesce pensava alla mia esca, trascinando sotto il pelo dell’acqua il mio galleggiante arancione fosforescente.
Rimessa nuovamente la lenza in acqua, mi sono concentrato sulla piccola palla luminosa che aspettava sull’acqua salata, pronto ad issare alla prima “tocca”.
Passavano così i secondi, poi i minuti, poi un paio di quarti d’ora. Niente.
Proprio un attimo prima di mollare tutto, il galleggiante è andato giù e mi ha piegato la canna. Ho tirato su l’amo e sono rimasto immobile, con la bocca spalancata. Attaccato alla lenza, con le sue piccole manine, c’era un minuscolo omino, dalla testa grande e tonda e quattro ciuffi di peli in testa.
“Cazzo!” è l’unica cosa che sono riuscito a dire.
“No. Mi chiamo Dadgad.” mi ha risposto l’omino “Vieni con me. Beppe ci aspetta.”
Detto questo mi ha fatto un sorrisone e mi ha preso per mano, portandomi in un luogo di fantasia, una specie di castello, dove io ero il padrone di casa. Alla fine del viaggio, in una grossa sala da ricevimento, mi ha presentato il suo creatore: Beppe Beppetti.
Malgrado lo smarrimento, invece di chiedermi “perché?” ho deciso di porre qualche domanda al mio ospite. “In fondo”, mi son detto, “quando mi ricapita più di incontrare Beppe Beppetti?”

Benvenuto Beppe, mettiti comodo. Dove preferisci sederti: cavallo a dondolo, poltrona in pelle o altalena?
Divano… ci sto più comodo 🙂

Io allora mi metto sul cavallo a dondolo.
La prima domanda che vorrei porti è: Come succede? Ovvero cosa trasforma un bambino, con una matita in mano, in un artista?
Bella domanda. Ma la vedo diversamente: La domanda che spesso mi pongo è “Cosa trasforma l’artista, che c’è in ogni bambino, in un adulto che teme di disegnare?”. Tutti disegniamo da piccoli. Liberi da influenze esterne. Poi a un certo punto cominciamo a  guastarci e cerchiamo di copiare quello che vediamo in tv e sui giornali. Niente di male nel copiare, anzi! si imparano tante cosa dal copiare a patto che rimanga un esercizio di stile e non una scorciatoia per poter arrivare. Influenze esterne che ci indicano dei parametri da seguire e che ben presto ci accorgiamo di non poter realizzare. Allora arrivano le delusioni e soprattutto temiamo il giudizio degli altri.
Se si chiede a un adulto “fammi un disegno” è quasi matematica la risposta, mentre prende in mano la matita “…non son capace eh?!”. Non esiste affermazione più falsa. E’ vero che non conosciamo le regole del disegno, ma a disegnare siamo tutti capaci, semplicemente spesso ce ne siamo dimenticati. Questo non succede con altre forme espressive. Il ballo, la musica, la canzone, la poesia. Tutti, chi più chi meno balliamo, suoniamo tenendo il ritmo battendo sul tavolo, cantiamo e scriviamo versi. Nel disegno non succede ed è un vero peccato. Un enorme patrimonio che va perso.
 
Nella tua Azenda Perpetua campeggia un largo sorriso, lo stesso che spesso compare sui tuoi personaggi. Vale ancora la pena di sorridere?
Altrochè! Anzi… oggi ha ancora più valore sorridere. Credo che sia l’arma vincente contro la crisi. Il sorriso influenza lo stato d’animo delle persone e affrontare la/le crisi con la rabbia e con “sete di giustizia” non porta a buoni risultati. Affrontarla sorridendo non significa prendere alla leggera la drammatica situazione, ma predisporsi a cogliere delle opportunità. Son già poche, se poi ce le facciamo sfuggire perché siamo impegnati a insultare il sistema, ci giochiamo il nostro futuro.
 
Cosa è l’ispirazione per Beppe Beppetti?
Credo che sia pensare per 4 ore a un progetto, a una vignetta,a un disegno e poi esausti decidere di andare a fare un giro in bici per sgranchire gambe e cervello e trovare lo spunto per il progetto, la vignetta o il disegno, proprio lì dove meno ti aspettavi di trovarlo.
 
Cosa vuoi fare da grande?
Se non fossi già grande mi piacerebbe fare quello che sto facendo. Ringrazio Dio per la grande opportunità che mi è stata regalata. Spero proprio di riuscire a fare tutto questo non solo da grande ma anche da grandissimo
 
Nel 2314 cosa si dirà di Beppe Beppetti?
Beppe chi?!

Ci facciamo tutti una risata, giusto in tempo per l’arrivo di un caffè ed una fetta di torta, entrambi appena scaricati da internet. Trascorriamo assieme ancora qualche momento allegro ed infine il piccolo Dadgad digita sul mio pc: http://www.beppebeppetti.com/  . Dallo schermo esce una enorme gomma da cancellare che ci fa sparire in pochi passaggi dal foglio, che torna bianco. Io mi ritrovo sul molo con un pesce attaccato all’amo, una matita in tasca ed un largo sorriso disegnato in viso. Voi siete liberi di non crederci, ma questa intervista è andata proprio così.

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