Analcolico Blues

coccinella

È una musica alla rovescia che comincia dove finisce,
che si inciampa nei propri passi, ma alla fine non cade mai.
Questo sole che mi arroventa e allo stesso modo applaude,
mi circonda di luce possibile e non si accontenta più,
tiene il tempo battendo il pollice sull’acustica del mio torace,
tiene il tempo battendo il pollice colorando l’aorta di blues.
La corda d’acciaio che pizzica, il plettro di plastica nera.
La corda d’acciaio che pizzica, il plettro di plastica nera.
E rimbalza contro le costole il lavoro dei miei ventricoli
decido la strada a ogni curva, non c’è fretta d’arrivare
come il tizio col labbro incollato al suo pezzo di sigaretta
che tormenta le note sul manico, non le lascia cadere giù.
E la terra sotto le ruote scricchiolando rotola avanti,
i cartelli dicono “Ovunque” con metallica nonchalance.
La corda d’acciaio che pizzica, il plettro di plastica nera.
La corda d’acciaio che pizzica, il plettro di plastica nera.
La corda d’acciaio che pizzica, il plettro di plastica nera.
viene sete solo a pensarci mentre scrivo analcolico blues.
Nelle orecchie naviga stanco un motore in Do maggiore
nelle vene viaggia lentissimo tra globuli in chiave di Sol
e le braccia tengono botta mentre arano il pentagramma,
aspettando gli accordi che crescano e poi scappino fuori di qua.
Una porta si scalda al sole e poi piovono fiori di plastica,
una musica in forma di lettere mentre scrivo analcolico blues.
Le mie scarpe consumate nella polvere della campagna
ora danzano in mezzo alle fragole come un orso fatto di crack,
nel capanno degli attrezzi può incendiarsi tutto quanto,
pavimento intergalattico piastrellato con pezzi di blues.
Un lago difficilissimo, impossibile da spiegare,
un tavolo ballerino a milioni di anni da qua,
il pesce dal nome imprendibile a cui piace la bocca del Re
e un piatto dal voto altissimo che sembra conoscere te.
Le corde della chitarra odorano di grafite,
le dita diventano nere mentre scrivo analcolico blues.
La corda d’acciaio che pizzica, il plettro di plastica nera.
viene sete solo a pensarci mentre scrivo analcolico blues.

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