immagine Intervista a Brambilloni

Doveva esserci un nubifragio, secondo le previsioni meteo della Capitale, invece uno splendido sole abbraccia Via dei Fori Imperiali facendoci togliere la giacca e rimboccare le maniche della camicia. L’appuntamento di oggi è elettrizzante, l’ospite è uno dei più importanti letterati del nostro Paese ed è un raro priviliegio quello che ci concede: la prima intervista in assoluto. Il bar turistico ha una veranda fresca ed ombreggiata nella quale il grande Adalberto Brambilloni fa il suo ingresso in completo bianco: boxer, sandali in pelle e canottiera. Cammina spedito a dispetto dell’età e tiene a tracolla il suo inseparabile borsello, custode di inestimabili tesori letterari e chissà cosa altro ancora. Ci sediamo l’uno di fronte all’altro e ordiniamo due grosse birre rosse.

Maestro, è incredibile che lei abbia 144 anni. E’ ancora più incredibile che ne dimostri si e no 70. Quale è il suo segreto?
[Ride] Come tutti i segreti è inconfessabile! Tuttavia, mio giovane amico, una cosa gliela posso dire: il segreto di una vita lunga e sana dipende dall’alimentazione.
“Siamo quello che mangiamo” mi disse Feuerbach a Norimberga qualche tempo prima di morire. Aveva ragione.

Quindi per essere longevi occorre mangiare cibi longevi?
Vedo che ha colto nel segno. Se vuoi vecchiaia devi mangiare vecchiaia. Così come per qualsiasi sostanza, Calcio, Ferro, Proteine, anche per la vecchiaia vale la logica dell’integrazione. Per farle capire meglio: mangio cose morte di vecchiaia. Iniziai col gatto di nonna Cesira nel 1882 e non smisi più.

Parlare con Lei è come perdersi nel suo Capolavoro “Il palo sul lago”: stupefacente! Ci stupisca ancora, la prego. Dal 1980, anno di pubblicazione del suo libro, non ha mai rilasciato una sola intervista; come può ben immaginare c’è una cosa che tutti i suoi lettori vogliono sapere. Dove si trova “quel” palo?
Ora sono passati tanti anni e ve lo posso dire. “Quel” palo è dove l’Amore ti distrae dalla Vita e “quel lago” è ovunque il tuo cuore si allarghi e si lasci andare.

Maestro… che immagine sublime…
Cazzate! L’ho letta su di un bacio perugina! La realtà è che sono molto longevo, ma eccezionalmente rincoglionito. Per mantenere un pò di memoria ingoio 23 pastiglie al giorno. Ero molto giovane all’epoca dei fatti che me lo ispirarono, avevo solo ottant’anni, e mi sono completamente dimenticato di quel luogo. Lo ritrovo solo rileggendo le mie pagine, come una fioca luce nella nebbia. Forse nella realtà non era neanche un palo, forse nemmeno un lago… Non importa: il messaggio di fondo prescinde dal tòpos.

Sono decenni che la critica si scanna, attribuendo alle sue 500 pagine i più disparati significati. Post-realista, Cubista grammaticale, Meta-Trotskista del paesaggio, le hanno affibbiato mille etichette differenti, in assenza della sua opinione. Quale è il vero messaggio di fondo, Maestro?
Io credo che il messaggio di fondo sia contenuto nell’incipit. Si ricorda? “Pioveva sghembo quel mattino, come se tutti i “domani” possibili si stessero sbrinando furiosamente.”
Ebbene credo che nella vita di una persona ci siano molti giorni di pioggia e che non stia a noi giudicare se la pioggia cada nella direzione giusta. Non possiamo controllare tutto, tantomeno il domani. E ricordate di sbrinare il freezer ogni tanto che si riempie di ghiaccio.

Semplice e profondo allo stesso tempo, Maestro. A questo punto mi viene da pensare che anche l’ultima frase de “Il palo sul lago” (D’un tratto il telegrafo prese a raccontare dei platani stanchi di via Banano e tutto fu chiaro.) sia coerente con lo stesso pensiero.
Beh, no! Il telegrafo, per quanto ci si impegni non si può sbrinare.

Maestro, al suo cospetto mi sento così ignorante…
[Adalberto Brambilloni estrae una pipa accesa dai boxer e tira una lunga boccata] io non c’entro nulla. L’ignoranza è una dote che ciascuno si coltiva da se.

Un’ultima domanda. Cosa è per lei l’Amore?
Quando ebbi l’idea di scrivere “Il palo sul lago” era il 1950. Iniziai a chiudermi in me stesso e a riscrivere tutto il giorno le parole che reputavo inadatte. “Amore” non l’ho cambiata mai. Dopo 10 anni di riscrittura continua, mi accorsi che la parola “Amore” compariva ben 756 volte…

E’ quindi la cosa più importante?
Non lo sò dire… Nello stesso libro la parola “Pastasciutta” compare 802 volte e “Gomito” 850. Credo sia molto importante… non come il gomito forse, però sì. Importante.

Terminato l’ultimo sorso di birra, il Sommo poeta mi allunga il suo borsello e mi dice: “Non c’ho mai capito un cazzo, magari tu che sei scemo ci riesci” e si accascia sul tavolo senza vita.
Mentre tramonta il sole sulla lunghissima vita di Adalberdo Brambilloni, io mi allontano verso il Colosseo coi miei appunti ed un borsello carico di tesori che ho il timore di aprire.

Annunci

4 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...