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Frequenze e Partenze

Elettroni che vanno su e giù, da un livello energetico all’altro, onde elettromagnetiche, quanti di luce.
In fondo di questo sono fatti i colori. Appaiono e scompaiono dall’esistenza da un attimo all’altro, senza orari, senza scadenza, immortali ed ambigui tra materia ed energia.
Vibrano, ciascuno col suo passo, con la sua frequenza di oscillazione, si mescolano e si separano secondo precise leggi fisiche che regolano l’Esistenza. Pure la loro, che va e viene come l’onda del mare.
Un tempo le ho studiate queste leggi e, con gli anni, le ho completamente dimenticate assieme ad un sacco di altra roba che la mia memoria non usa più.
Io dentro sono blu. Un blu scuro, uno di quelli che sta bene la sera, quando la brezza arriva a stemperare i pensieri surriscaldati dalla giornata lavorativa.
Blu scura e’ la mia cravatta buttata sul letto, gessato blu il mio vestito, che non vedo l’ora di posare nell’armadio. Blu è l’auto cui ho parcheggiato vicino e sulla quale annaspa allegra e rossa una bella coccinella.
Rossi sono i numeri che cerco invano di far quadrare e grigio il cielo: quello non lo vesto io, si veste da se. Grigia è anche la signora che ha interrotto il suo lavoro per rispondere al mio “Buongiorno, come sta?”. Mi ha raccontato la sua tristezza, che è bianco lattescente, e mi ha permesso di accostarmi al suo dolore, viola scuro, profondo come la più bassa nota di un organo a canne, che fa male anche solo a sentirlo raccontare e lascia lividi verdastri sull’anima.
Non le ho donato neanche un po’ di giallo sollievo e l’ho fatto di proposito. Non c’è sollievo di fronte a certi colori, c’è solo un tuffo da fare ed una dolorosa immersione da affrontare. “Col tempo riuscirà a farci i conti” l’ho detto nel miglior celeste che ho potuto. Il suo “Grazie” era color del cuore e ancora mi commuovo se ci penso.
Parto allora, parto per un viaggio lungo una scatola di matite da 36 colori e faccio un viaggio bellissimo fatto soprattutto di incontri, di miscele di tono, di normali miracoli cromatici sul foglio bianco che è il futuro ancora da disegnare. Il futuro mio, ormai a metà del cammino, e quello delle nuove generazioni, che mi aspettano sotto le coperte per la nuova favola della buonanotte.
Questa sera mi sa che sarà una favola a colori. .

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