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Intervista Atomica

L’aria fredda di questo pomeriggio ed il cielo ancora carico di pioggia, sulla piana del Reno, disegnano un’inizio di Maggio piuttosto frizzante, sia dal punto di vista meterologico sia da quello scientifico. Proprio l’altro ieri è stata pubblicata la conferma dell’esistenza dell’ospite della nostra intervista: l’elemento numero 117 della Tavola Periodica.

Il suo nome è ancora provvisorio, Ununseptio (Simbolo Uus), le piace oppure preferisce essere chiamato diversamente?
“Ti dirò… a me piaceva molto Copernicio, ma è stato da poco assegnato al 112, dopo 18 anni di attesa. Sai, occorre un sacco di tempo per battezzarci.
Per fortuna Stronzio è già stato assegnato. A me piacerebbe molto che la IUPAC decidesse di chiamarmi Freakantonio oppure Pippobaudio. Adoro l’Italia.”

Posso chiederle da dove deriva questa sua passione per il nostro Paese?
“Tieni presente che quando Yuri mi ha scoperto nel 2010, a Dubna qualche chilometro a Nord di Mosca, ero poco più di un esperimento riuscito, una cazzo di traccia su uno spettrometro di massa o roba del genere. Viaggiavo a decine di milioni di miglia in spirali di Plutonio, insomma… mi rompevo i coglioni alla grande. Unico svago qualche musicassetta di Toto Cutugno, due vecchi Sorrisi e Canzoni TV ed una consunta copia di “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”. Impossibile non amare l’Italia a quel punto.”

Come vive questo momento? Insomma, come ci si sente a sapere di esistere?
“Scusa, dov’è il cesso?”
… in fondo a destra.
“Torno subito”
[l’intervistato si allontana per una decina di minuti. Torna con aria soddisfatta.]
“Eccoci qua! Dicevi? Ah si! Esistere! Che domanda bizzarra. Secondo te esisto perché lo ha detto una pubblicazione scientifica o perché ne sono convinti eminenti scienziati russi, tedeschi, americani? E’ questo esistere? A te chi lo ha detto che esisti?”

Questa è una bella domanda. Abbiamo diverse testimonianze della vita di milioni di persone. Di molti Grandi ci restano le opere… Insomma nell’arco di una vita… l’uomo…
“Secondo te fa differenza che io viva 77,9 millisecondi e che un uomo mediamente campi 80 anni? Mi stai cercando di dire che La Gioconda è figa e io non so fare niente del genere solo perché sono infinitamente piccolo?
Leonardo da Vinci, ficcatelo bene in testa, non ha mai scorreggiato particelle alfa per poi trasformarsi in una tempesta di atomi radioattivi e sempre più leggeri. Io si. Secondo te questo cambia le cose? Giustifica l’Esistenza?”

Lei sta quindi mettendo in dubbio la scoperta stessa della sua esistenza?
“No, dico solo che voi esseri umani siete fatti di atomi. Tanti minuscoli cosini come me, ma solo più piccoli e mansueti. L’affidabile Carbonio, il semplice Idrogeno, il generoso Ossigeno, il timido Azoto, il saggio Zolfo e pochi altri. Tutta gente che non ti svanisce in meno di un minuto, disintegrandoti lo scheletro, gli organi, il sangue… Tutto qua. Siete solo strutturalmente più complessi, ma il vostro pensiero è proprio semplice.”

Può spiegarmi meglio?
“Certo. Ti rendi conto che stai parlando con un atomo che, per quanto grosso, è completamente invisibile ad occhio nudo?”
…beh…in effetti…si.
“Ecco.”

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11 comments

  1. la tavola di mendeleev!! una scoperta geniale, al pari di quelle copernicane, o di Einstein….c’è tutta la storia della materia, lì! grande o piccola che sia!

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  2. Forse non voleva essere esplosivo questo racconto, ma lo è in tutta la
    sua “Esistente”materia.
    Si intuisce che al n.117, sta sul culo il n.112, ovvero Renziduro.
    Non potevo non dirtelo.
    Consiglio al n.117 di non essere invidioso, poiché n.112 è proprio il nulla atomico
    incarnato.

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  3. Sai che il tuo racconto è l’unico di questo tipo mai letto in giro? Potresti farne una raccolta “atomica” e scriverne altri di questo tipo. Noi umani ci scordiamo così tante volte di cosa e come siamo fatti! Posso suggerirti un’idea? Che ne pensi degli isotopi? potrebbero essere una metafora di certi esseri umani? Che ne pensi?

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